Steph Curry ne segna 48, ma i GSW crollano: “Qualcosa non funziona”

Nemmeno una notte storica di Curry salva i Warriors a Portland. Kerr si assume le responsabilità dopo l’ennesima sconfitta punto a punto

Stephen Curry Golden State Warriors

Stephen Curry può accendersi come pochi altri nella storia NBA, ma nemmeno una delle sue notti più incandescenti è bastata a salvare i Golden State Warriors a Portland. Al Moda Center finisce 136-131 per i Trail Blazers, una sconfitta che pesa soprattutto per come è maturata.

Il numero 30 firma 48 punti con un irreale 12/19 da tre, confermandosi ancora una volta come il miglior tiratore di sempre. Eppure, i Warriors tornano a casa a mani vuote e scivolano sul record di 13-14, con un preoccupante 6-10 lontano da San Francisco.

Spero che si possa finalmente trovare continuità, con una serie di partite in cui è chiaro chi scende in campo e quali sono le rotazioni, così che i giocatori possano prendere fiducia e sentirsi a proprio agio

Steph Curry

Nel finale, Golden State sembrava avere il controllo. Curry segna la sua dodicesima tripla della serata a 1:26 dalla fine, portando i suoi avanti 129-127. Da lì, però, la partita cambia volto: Portland aumenta l’aggressività, Jerami Grant resta freddo dalla lunetta e chiude i conti.

A fine gara, Steve Kerr non gira intorno al problema. L’allenatore dei Warriors analizza la sconfitta con grande onestà, puntando il dito soprattutto sulla gestione dei momenti decisivi.

È stata una grande partita, molto intensa. Ma non stiamo chiudendo le gare. Siamo 5-9 nelle partite punto a punto, ed è evidente che qualcosa non funziona

Steve Kerr

Il tema ritorna spesso nelle parole del coach, che si prende anche una parte importante di responsabilità:

Dobbiamo riuscire a collegare meglio le varie fasi della partita. Questo è il mio lavoro, e quest’anno non lo sto facendo bene

Steve Kerr

Secondo Kerr, uno degli aspetti più critici resta la transizione difensiva, soprattutto dopo i tiri sbagliati. Portland ne ha approfittato, attaccando con continuità una difesa troppo lenta nel rientrare.

Nonostante il supporto offensivo – sei altri giocatori in doppia cifra – Golden State non riesce a trovare la solidità necessaria per portare a casa le partite combattute. Il dato parla chiaro: 4 vittorie nelle ultime 10 gare, un trend che racconta più delle singole prestazioni.

Per Curry, alla seconda partita dopo lo stop per una contusione al quadricipite sinistro, arriva comunque un altro primato: è la sua 28esima gara in carriera con almeno 10 triple, un record NBA ulteriormente ritoccato.

Ora, però, i Warriors devono voltare pagina in fretta. All’orizzonte c’è la sfida contro i Phoenix Suns, un altro banco di prova per capire se le parole di Kerr riusciranno a trasformarsi in aggiustamenti concreti sul campo.

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