Flagg ne mette 42 e supera LeBron James: “Non penso ai record”

Cooper Flagg entra nei libri dei record NBA superando LeBron James, ma l’overtime di Salt Lake City spegne la festa dei Mavericks

Cooper Flagg NBA Mavs

La notte di Salt Lake City regala una pagina di storia NBA, anche se dal retrogusto amaro. Cooper Flagg diventa il più giovane di sempre a segnare almeno 40 punti in una partita, ma il suo capolavoro individuale non basta ai Dallas Mavericks, battuti 140-133 dagli Utah Jazz dopo un overtime dominato dai padroni di casa.

A soli 18 anni, Flagg chiude con 42 punti, superando il precedente primato stabilito da LeBron James nel 2003 (37 punti). Un record pesante, che certifica l’impatto immediato della prima scelta assoluta, pur in una serata segnata dalla sconfitta e da un problema alla caviglia accusato nel finale dei regolamentari.

Ovviamente non abbiamo vinto, quindi è difficile essere felici. Però sì, resta un successo

Cooper Flagg

Una prestazione completa da numero uno assoluto

Il tabellino racconta molto più dei soli punti: 7 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate e 1 recupero, numeri che inseriscono Flagg in un club ristrettissimo. È infatti il terzo teenager nella storia NBA a mettere insieme almeno 40 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, dopo LeBron James e Kevin Durant.

Jason Kidd, coach dei Mavericks, non ha nascosto l’entusiasmo:

Più minuti gioca, più vede il campo e più migliora. Stanotte ha mostrato tutto

Jason Kidd

Negli ultimi giorni il prodotto di Duke ha chiaramente alzato il livello: 25.7 punti di media nelle ultime sette partite, con un’aggressività crescente che lo porta spesso in lunetta. Contro Utah chiude 15/20 ai liberi, segnale di una maturità offensiva in rapido sviluppo.

Il quarto periodo, l’overtime e i rimpianti

Nel quarto periodo arrivano 12 punti pesantissimi, compresa una giocata di grande lucidità: tiro libero sbagliato volontariamente, rimbalzo lungo e palla recuperata da Max Christie, poi mandato in lunetta per forzare l’overtime.

Con Anthony Davis out e un’infermeria affollata, Dallas si affida totalmente al suo rookie. Utah però reagisce con un parziale di 11-0 nel finale e domina il supplementare, dove Flagg non riesce a segnare dal campo.

Devo essere migliore. Ho perso un paio di palloni stupidi e sbagliato conclusioni semplici. Nel finale devo eseguire meglio

Cooper Flagg

Il presente e il futuro dei Mavs

P.J. Washington non è sorpreso dall’exploit:

Sapevamo che saremmo andati da Coop. Li stava distruggendo, poi hanno iniziato a raddoppiarlo. Non mi sorprende: so di cosa è capace. È speciale

P.J. Washington

Oltre al record NBA, Flagg eguaglia Mark Aguirre come miglior prestazione realizzativa di sempre per un rookie dei Mavericks, un altro segnale del peso che sta già assumendo nella storia della franchigia.

Nonostante tutto, la sua attenzione resta lontana dai primati personali:

Non penso ai record. Voglio restare presente, migliorare ogni giorno e aiutare la squadra a vincere più partite possibile

Cooper Flagg

I record finiscono negli archivi, le sconfitte restano addosso. Flagg lo sa e lo dimostra: zero celebrazioni, solo autocritica e voglia di crescere. Se questa è la base a 18 anni, per Dallas il punto non è cosa farà in futuro, ma quanto in fretta diventerà il centro del progetto.

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