Bucks in difficoltà, Rivers non arretra: “Non serve stravolgere tutto”
Dopo la pesante sconfitta contro Brooklyn, Doc Rivers spegne ogni ipotesi di rivoluzione. I Bucks restano sotto .500, ma l’ex Clippers punta su continuità, esecuzione e sul ritorno di Giannis
La sconfitta di 45 punti contro Brooklyn ha fatto rumore, e non solo per il punteggio. Un 127-82 che ha eguagliato la vittoria più larga della storia dei Nets e che ha riacceso dubbi, voci e speculazioni attorno ai Milwaukee Bucks, oggi fermi sull’11-16.
Eppure, nel momento di massima pressione, Doc Rivers sceglie la linea della continuità. Nessuna rivoluzione, nessun panic button da premere.
Mi piace questa squadra. Davvero. Non stiamo giocando bene, ma non si reinventa la ruota. Le squadre che lo fanno finiscono per fallire
Doc Rivers
Una sconfitta imbarazzante
Il ko di Brooklyn non è stato archiviato con leggerezza. Anzi.
Alla fine della giornata è stata una partita imbarazzante
Ryan Rollins
Anche Kevin Porter Jr. ha sottolineato il valore “educativo” di una batosta del genere:
Una sconfitta così ti sveglia. Non vuoi mai più trovarti da quella parte. Avere giorni liberi e doverci pensare sopra rende tutto ancora più pesante
Kevin Porter Jr.
Paradossalmente, proprio lo stop tra una gara e l’altra ha offerto ai Bucks qualcosa di raro: due giorni consecutivi di allenamento, utilizzati per lavorare sugli errori emersi contro i Nets.
Nessuna rivoluzione tattica: fiducia nel sistema
Nonostante il record negativo e il rumore esterno, Rivers è stato chiaro: niente cambi radicali di schema o di rotazioni.
Vogliamo fare le cose meglio, certo. Qualche aggiustamento sì. Ma ci piace quello che facciamo, ci piace il nostro pacchetto difensivo. Dobbiamo semplicemente eseguirlo meglio
Doc Rivers
Il messaggio è netto: questa non è una squadra da smontare, nemmeno a cinque partite sotto il 50%.
Non siamo nel mood ‘buttiamo tutto all’aria’. Non stiamo nemmeno pensando in quei termini
Doc Rivers
Senza Giannis i numeri parlano chiaro
Il periodo complicato coincide con l’assenza di Giannis Antetokounmpo, fermo da due settimane per uno stiramento al polpaccio destro, dopo aver già saltato partite per un problema all’adduttore. Senza il due volte MVP, i Bucks hanno un bilancio di 2-8, dato che fotografa quanto il suo impatto resti centrale.
Dopo un avvio incoraggiante (4 vittorie nelle prime 5 gare), Milwaukee ha vinto solo 7 delle ultime 22 partite, senza mai riuscire a infilare due successi consecutivi da fine ottobre.
Alti e bassi: il problema è la continuità
Il paradosso dei Bucks è evidente. Da un lato, vittorie di prestigio: contro Boston pochi giorni prima del tracollo, contro Golden State anche senza Giannis, e contro Detroit nonostante l’uscita anticipata del numero 34. Dall’altro, cadute contro squadre come Washington, Charlotte, Brooklyn e Sacramento, tutte con record ampiamente negativi.
Secondo Myles Turner, il tema è chiaro:
Questa è una lega dove devi giocare duro ogni sera. Serve la stessa energia vista nelle partite di NBA Cup
Myles Turner
Il punto non è solo tecnico, ma emotivo.
Quando perdi, lo spirito ne risente. Ma non è più tempo per scuse: devi andare in campo ed eseguire
Myles Turner
Esecuzione prima delle sensazioni
Rivers, però, invita a non cadere in letture semplicistiche.
È facile dire che una squadra non giochi abbastanza duro. In realtà entrano in gioco tante variabili. Quando esegui bene, sembri automaticamente più intenso
Doc Rivers
La sua priorità è chiara:
Mi interessa molto di più l’esecuzione che l’umore o la testa. La fiducia nasce dal fare le cose giuste, ripetutamente
Doc Rivers
Milwaukee tornerà in campo contro i Toronto Raptors, con l’obiettivo di dimostrare che la lezione di Brooklyn non è stata solo dolorosa, ma anche utile.