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Shai sui 47 liberi tirati dai T’Wolves: “Non mi interessa”

Shai Gilgeous-Alexander segna 35 punti e chiude ogni discussione arbitrale sui 47 tiri liberi concessi ai T’Wolves: la risposta del leader dei Thunder

Shai Gilgeous-Alexander ha lasciato il parquet del Target Center con 35 punti a referto, frutto del suo 12/26 al tiro, e una sconfitta che pesa più del solito.

Non tanto per la classifica, quanto per il modo in cui è arrivata: Oklahoma City aveva la partita in mano, poi il finale è scivolato via, tra errori, rimbalzi persi e una Minnesota più lucida, guidata da Anthony Edwards quando contava davvero.

Per larghi tratti, però, il controllo è stato suo. Shai ha gestito il ritmo come fa ormai da leader assoluto: ha attaccato dal palleggio, ha punito i cambi difensivi, ha trovato canestri complicati quando l’attacco dei Thunder si è fermato. Ha tirato con efficienza, ha fatto muovere la difesa e ha tenuto in piedi la squadra anche nei momenti in cui il gioco si è fatto spezzettato e fisico.

Dopo la partita, l’attenzione si è spostata inevitabilmente sui tiri liberi: 47 per Minnesota, 30 per OKC. Un dato che ha riacceso la solita discussione sui fischi e su quanto i Thunder beneficino o meno del cosiddetto “fischio amico”. Shai, però, ha tagliato corto senza cercare alibi.

Non mi interessa, nemmeno un po’. Non posso controllare come gli arbitri fischiano, mai potuto farlo. Non sono mai stato un arbitro. L’unica cosa che posso fare è giocare a basket, ed è l’unica su cui mi concentro. Provare a vincere le partite e vincere i campionati

Shai Gilgeous-Alexander

È una risposta che racconta bene il momento dei Thunder e di SGA. Oklahoma City ha perso due delle ultime tre (tra cui la semifinale di NBA Cup contro gli Spurs di Wembanyama) dopo una partenza quasi perfetta, ma non ha perso direzione. Gilgeous-Alexander non cerca spiegazioni esterne e non rilegge la partita attraverso le decisioni arbitrali.

Il finale contro Minnesota brucia, anche per un suo errore che ha pesato. Ma il peso vero, per Shai, resta un altro: tenere la squadra allineata anche nelle serate storte. Il resto, fischi e discussioni comprese, è rumore di fondo.

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