Il rapporto con Rajakovic sta cambiando il ruolo di Ingram

Da trade poco stimolante a perno tecnico ed emotivo: Brandon Ingram sta trovando nei Toronto Raptors un contesto capace di valorizzarne talento, responsabilità e leadership

Brandon Ingram Raptors

La trade che ha coinvolto Brandon Ingram lo scorso inverno fu letta da molti come un’impasse poco entusiasmante nel percorso di un giocatore ormai ventottenne, ancora in attesa di unirsi, per la prima volta, a una reale contender.

Eppure, a distanza di poco meno di un anno, il quadro restituito da questi Toronto Raptors è quello di una squadra altruista, capace di costruire le proprie fortune sulle ali di tanti protagonisti diversi: nonostante un gioco ragionato che li vede ventiduesimi nella lega per numero di possessi a partita, i canadesi sono terzi assoluti per assist di media.

E in questa macchina, settimana dopo settimana sempre più oliata, Brandon Ingram sta recitando un ruolo di primo piano; produzione in campo e rapporto con coach Rajakovic non viaggiano su due binari separati.

Queste le parole dell’ex Lakers per descrivere il legame con il proprio allenatore:

Penso che, più di qualsiasi altro allenatore avuto da quando sono in questa lega, stia comunicando con me in continuazione. È una comunicazione costante, non limitata al giorno della partita

Brandon Ingram

E per “in continuazione”, Ingram intende davvero ogni momento, soprattutto quelli più delicati, in cui la connessione umana tende a rafforzarsi:

Lo fa chiamandomi al telefono in tempo reale, quando posso allenarmi. Mi chiede cosa penso di certe situazioni, sia offensivamente che difensivamente. Mi sta mettendo alla prova: in allenamento, nel lavoro individuale

Brandon Ingram

In attesa del ritorno in campo dell’“uomo di casa” R.J. Barrett, i Toronto Raptors puntano a consolidare la loro posizione ai piedi del vertice della Eastern Conference, con un roster non troppo distante da quello che, nella passata stagione, riuscì a toccare quota trenta vittorie.

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