Il nuovo ruolo di Zion Williamson: “Mi fido del coach”

Zion Williamson parte per la terza partita consecutiva dalla panchina, ma risponde con 29 punti: Borrego gestisce i minuti e protegge la stella dei Pelicans.

Zion Williamson con coach James Borrego

C’è sempre una prima volta, anche per una superstar. Zion Williamson, in salute, non aveva mai iniziato tre partite consecutive dalla panchina. Contro Bulls, Rockets e, per ultimo, nella vittoria contro i Pacers per 128-109, il numero #1 dei Pelicans è stato fatto entrare a partita in corso da coach James Borrego.

La scelta non è casuale. New Orleans conosce bene quanto Zion sia fragile fisicamente e vuole preservarlo (alla luce di un passato di sole 214 gare in 5 stagioni). Dopo due settimane di stop per infortunio, l’ala ha dovuto ritrovare ritmo e condizione: 18 punti contro Chicago, 9 contro Houston e poi l’ultima partita da 29 punti in 23 minuti contro Indiana.

Nel post partita, Williamson ha mostrato consapevolezza, accettando la decisione di Borrego e riconoscendone i vantaggi.

Me l’ha spiegato molto bene. Con i minuti che ho a disposizione cerco di sfruttarli al massimo, soprattutto perché mi permette di chiudere le partite. È semplice, perché mi lascia comunque essere me stesso. Mi fido di lui

Zion Williamson

La strategia funziona: Zion sfrutta al massimo i minuti a disposizione, chiude le partite e mantiene il proprio impatto sul campo senza forzare. Prestazioni e dichiarazioni spazzano via per ora i fantasmi di una possibile trade, complicata sia sul piano economico – il giocatore guadagnerà 126 milioni nei prossimi tre anni – sia sul piano tecnico, considerata la centralità di Williamson nel progetto Pelicans.

I rumors su un ricostruzione incentrata sui rookie come Derik Queen e Jeremiah Fears restano, ma per il momento Zion resta il cuore della squadra, gestito con prudenza e massima efficacia da Borrego.

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