Brunson da MVP con 47 punti: “Limitare le palle perse è la priorità”
Brunson guida i Knicks alla vittoria contro Miami con 47 punti: è la sua ventesima partita da 40+ con New York, al pari della leggenda Bernard King
Al Madison Square Garden è stata la serata di Jalen Brunson, e non serve andare oltre. I 47 punti segnati contro Miami non sono solo il massimo stagionale, ma anche la sua miglior prestazione in carriera al Garden.
Soprattutto, è la ventesima partita da almeno 40 punti in maglia Knicks: un numero che lo porta al terzo posto nella storia della franchigia, dietro nomi che a New York non hanno bisogno di presentazioni come Pat Ewing (30) e Bernard King (20).
La vittoria per 132-125 sugli Heat nasce da lì. Da una partita che per lunghi tratti è rimasta in equilibrio, con Miami capace di colpire da fuori e mettere in difficoltà New York fin dal primo quarto. I Knicks hanno faticato a trovare ritmo, hanno perso palloni, hanno inseguito.
Brunson no, è stato praticamente perfetto per i suoi 38 minuti di gara: 15/26 dal campo e soprattutto 0 turnover per la seconda partita di fila.
Quando sei aggressivo tendi a perdere dei palloni. La mia priorità è limitare questo aspetto, credo sia importante sapere che non sto consegnando la palla all’altra squadra
Jalen Brunson
L’ex Mavs ha preso in mano l’attacco fin dall’inizio, segnando in isolamento, sfruttando i blocchi e punendo ogni cambio difensivo. All’intervallo erano già 27, con cinque triple (chiude con 6/13) e la sensazione che l’attacco passasse solo da lui. Un copione già visto nell’ultima partita da 40 punti segnata la scorsa settimana in semifinale di NBA Cup contro gli Orlando Magic.
Nel secondo tempo Miami ha provato più volte a rientrare, trovando risposte da Ware (28 punti e 19 rimbalzi) e Powell (22), ma ogni volta Brunson ha rimesso le cose a posto. Canestri pesanti, letture giuste, liberi segnati quando serviva.
Senza forzare, senza uscire dal copione. Accanto a lui Mikal Bridges (24) ha dato sostanza, soprattutto nel primo tempo, e il contributo di Anunoby (18) e Hart (13+10) ha permesso ai Knicks di gestire i momenti più complicati.
Non è stata una partita perfetta, né una vittoria semplice. È stata però l’ennesima conferma di cosa sia oggi Brunson per New York: il riferimento tecnico ed emotivo. Ventitré tiri, quarantasette punti, una partita che pesa anche nella storia della franchigia. E che spiega, meglio di qualsiasi slogan, perché questi Knicks ruotano attorno al suo numero 11.