Si muove come Kobe, segna come Wilt: è nata l’era di Shai

Cento partite consecutive sopra i 20 punti per Shai Gilgeous-Alexander, unico dopo Wilt. Movimenti che, a tratti, ricordano quelli di Kobe Bryant

Shai Gilgeous-Alexander in palleggio

Cento partite consecutive con almeno 20 punti. Shai Gilgeous-Alexander ha raggiunto una soglia che, nella storia NBA, apparteneva a un solo nome: Wilt Chamberlain. Lo ha fatto segnando 31 punti contro Memphis, senza bisogno di serate fuori scala o di forzare il gioco. È un traguardo che racconta continuità assoluta e affidabilità quotidiana nei confronti dei suoi OKC Thunder.

Il dato, a cui si aggiungono anche 10 rimbalzi e 8 assist, acquista ancora più valore se inserito nel contesto della sua squadra, un gruppo giovane che cresce seguendo il passo del suo leader. La vittoria per 119-103 sui Grizzlies ha portato anche la quattordicesima affermazione consecutiva in casa, record di franchigia. Ma al centro di tutto resta Gilgeous-Alexander, oggi riferimento tecnico ed emotivo del progetto.

Nel quarto periodo, con la partita ormai sotto controllo, SGA ha offerto un’azione che ha catturato l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori. Un passo per superare il difensore, palla contro il tabellone e lettura immediata della reazione avversaria. Il richiamo a Kobe Bryant è stato naturale:

Fa parte del gioco. È divertente. Ho visto giocatori lanciare la palla contro il vetro e schiacciare. Probabilmente non è nella mia personalità, non credo di averlo dentro di me. Ma quando ho visto la loro reazione, ho capito che BC [Branden Carlsen] era libero. Ho provato a dargli un tiro. Ha funzionato. Probabilmente non lo rifarò mai più

Shai Gilgeous Alexander

Stesso senso dello spazio, stessa capacità di creare qualcosa nel traffico, stessa calma nel momento decisivo. Con una differenza chiave, che in questa occasione dove Kobe cercava il canestro, Shai ha scelto il passaggio.

Lo ha spiegato lui stesso con semplicità: non è nella sua personalità cercare l’effetto nonostante il suo allenamento, la sua disciplina e la sua maturità (quella con cui non ha mostrato preoccupazioni dopo le due sconfitte in quattro gare) impressionino anche chi lo vede crescere costantemente, come il suo head coach Mark Daigneault.

La visione che ha, l’impegno che mette nel gioco e nel suo lavoro, verso la squadra… è sempre coerente con questi valori. È spietatamente costante nelle cose invisibili che io vedo e che voi non vedete. E probabilmente ce ne sono altre cento che nemmeno io vedo, di cui però si prende cura. Non è un caso che sia il giocatore che è. Si è letteralmente scolpito per diventare questo tipo di giocatore

Mark Daigneault

Cento partite da 20 punti non sono un incidente statistico. Sono il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno. E oggi, per OKC, rappresentano una certezza su cui continuare a crescere.

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