Come il ritmo di gioco influenza vittorie e sconfitte in NBA
Il PACE NBA cala, ma i Chicago Bulls dimostrano come correre costantemente possa trasformarsi in vittorie. Soffrono i Miami Heat
Dopo un inizio fulminante di stagione, caratterizzato da ritmi altissimi, il pace NBA è generalmente sceso. Gli Miami Heat ne stanno pagando dazio con risultati deludenti, a differenza dei Chicago Bulls, che mostrano maggiore coerenza.
Un trend che si conferma man mano che la stagione prosegue è proprio quello del rallentamento del ritmo di gioco. Quest’anno molte squadre hanno iniziato a correre più velocemente del solito, facendo sembrare il pace medio NBA in rialzo rispetto alla scorsa stagione.
Tuttavia, come già accaduto negli anni precedenti, i ritmi tendono a sincoparsi e poi a rallentare: è un fenomeno fisiologico, legato alla gestione delle energie e alla necessità di inserire momenti di pausa.
La NBA Cup ha probabilmente prolungato il periodo di sperimentazione volto a innalzare il ritmo, ma una volta conclusa la competizione, la pausa è diventata evidente.
Miami rallenta, i risultati peggiorano
Gli Miami Heat, la squadra che inizialmente correva di più grazie alla strategia del coaching staff, hanno rallentato di oltre quattro possessi a partita. Nonostante siano ancora primi nella lega per attacchi ogni 100 possessi (104.68), i risultati ne risentono.
Dopo la sconfitta contro Toronto, Miami ha perso 9 delle ultime 11 partite. Le statistiche parlano chiaro: nelle ultime dieci gare, il loro pace è sceso all’ottavo posto (102.45 attacchi), mentre offensive rating e net rating sono al ventesimo posto.
Squadre come Wizards, Pacers e Jazz hanno registrato più successi. Nonostante la difesa rimanga stabile, l’attacco soffre con pessime percentuali da tre, dalla lunetta e dal campo. Le assenze di Tyler Herro e P.J. Tucker hanno aggravato il problema, ma non sembravano così decisive nelle prime settimane, quando Miami dominava con ritmi forsennati.
I Bulls: coerenti e di nuovo sorprendenti
I Chicago Bulls, invece, hanno rallentato meno rispetto alle altre squadre. Al vertice della classifica di ritmo anche nella scorsa stagione, hanno iniziato con un grande avvio, poi hanno vissuto un calo, fino a una striscia negativa di 7 partite.
Negli ultimi 14 giorni, i Bulls hanno vinto 5 delle 6 sfide più recenti, comprese due contro gli Hawks, dimostrando un approccio coerente: correre sempre, anche contro difese schierate.
In una partita ad Atlanta, le due squadre hanno totalizzato 302 punti, con Chicago che ha vinto 152-150 grazie a un errore decisivo di Trae Young.
Chicago, più corre e meglio attacca
Nelle ultime tre vittorie, i Bulls hanno segnato 129, 127 e 136 punti, e anche nell’ultima partita ne hanno messi a referto 126. Correre per segnare funziona se si mantiene un buon ritmo e una gestione efficace della palla.
Chicago non sembra avere il potere di rallentare gli avversari, ma non mostra intenzione di farlo: la loro forza è un attacco rapido e ben organizzato.
Nelle ultime cinque partite, il loro offensive rating è il terzo della lega, coerente con il terzo posto per pace e il primo per rapporto tra assist e palle perse. La palla circola bene, segnano con il 52% dal campo e 37% da tre, e commettono pochi errori: un vantaggio enorme per chi gioca ad alti possessi.