T’Wolves fischiati, Edwards: “Lo avrei fatto anche io”

Edwards giustifica i fischi dei tifosi dei Timberwolves dopo la sconfitta contro i Brooklyn Nets

Anthony Edwards in maglia Minnesota Timberwolves

In NBA esistono favorite e outsider, ma nessuna partita è mai davvero scontata, soprattutto nelle prime settimane di stagione, quando ritmo e identità sono ancora in costruzione.

Brooklyn lo ha ricordato a Minnesota con una vittoria netta al Target Center, un 123–107 che ha sorpreso molti e acceso la frustrazione di Anthony Edwards, autore di 28 punti con 10/22 dal campo. Per i Timberwolves è arrivata la seconda sconfitta consecutiva e, con essa, la reazione del pubblico.

Oggi siamo stati fischiati e presi a m***a dai tifosi. E sono d’accordo con loro: avrei fischiato anche io. Sì, è mancata l’energia. Non so cosa stia succedendo, forse questo è semplicemente il basket dei Timberwolves

Anthony Edwards

I fischi hanno accompagnato la squadra verso gli spogliatoi, segnale chiaro di un malcontento che Edwards ha scelto di non respingere, riconoscendo una prestazione priva di energia contro una squadra con record negativo (10-19, tredicesima a Est), seppur in crescita.

Più che il risultato, a colpire sono state le parole successive. Alla domanda su come migliorare, Anthony Edwards non ha offerto soluzioni, limitandosi a parlare di mancanza di intensità e chiudendo con una frase che ha fatto rumore:

Forse questo è semplicemente il basket dei Timberwolves

Anthony Edwards

Un commento che fatica a conciliarsi con le ambizioni di una squadra che, nelle ultime due stagioni, si è fermata alle Finali di Conference e nel 2025 è stata eliminata nettamente da Oklahoma City.

Edwards non è più una promessa da proteggere. È il volto della franchigia, chiamato a guidare prima ancora che a segnare. Ritrovare energia, trasmetterla e renderla costante è il primo passo. Solo allora Minnesota potrà davvero definire cosa vuole essere. E forse smettere di sentirsi fischiare in casa.

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