Steph Curry: “I cori da MVP? Mi danno energia”
All’ultimo tiro libero, i tifosi dei Nets cantano MVP per Curry, che chiude con 27 punti e la tripla decisiva nel 120-107 con cui i Warriors superano i Nets
All’ultimo tiro libero della partita, i tifosi dei Brooklyn Nets hanno intonato il coro “MVP, MVP”, riconoscendo ancora una volta l’impatto di Stephen Curry. Era successo già nel 2021, sempre al Barclays Center, e la reazione di Steph non è cambiata.
Il sorriso del play dei Warriors, autore di 27 punti con 8/15 dal campo, mentre metteva a segno il libero con calma, racconta più di qualsiasi statistica: il rispetto conquistato in campo, la capacità di incidere nei momenti decisivi, la leadership che trascende il risultato.
Mi piace, lo apprezzo. Aggiunge entusiasmo. Probabilmente è una delle poche volte in cui ho sentito il coro “MVP” e poi ho sbagliato l’ultimo tiro libero. Mi sono fatto distrarre un attimo, ma ne sono comunque grato. Ti dà energia, anche in un back-to-back in cui può essere un po’ difficile trovarne
Stephen Curry
Contro Brooklyn, dopo la delusione per l’overtime perso a Toronto meno di 24 ore prima nonostante i 39 punti, Curry ha offerto una prestazione di gestione e lucidità che ha permesso ai Warriors di vincere 120-107 e portare il record a 17-16.
Non ha forzato nulla nelle prime fasi, lasciando che il ritmo della partita venisse da lui. Solo nella seconda metà ha trovato fluidità e ritmo: dieci punti nel terzo quarto, movimento rapido della palla, penetrazioni precise, costringendo la difesa dei Nets a ruotare e aprendo spazi per compagni e attacchi successivi.
Il momento decisivo è arrivato quando Brooklyn ha ridotto il distacco a quattro punti. Curry ha mostrato freddezza: fallo su un floater, gioco da tre punti completato, poi gestione calma dell’attacco fino alla chiusura della gara. Non ha dominato per tutti i 48 minuti, ma ha controllato i momenti che contavano. La sua partita è stata un esempio di equilibrio tra pazienza, precisione e leadership, mostrando perché, anche come avversario, il suo nome viene cantato come quello di un MVP.