Infortunio Jokic, i possibili scenari
Dallo stop di una o due settimane fino all’ipotesi di stagione finita: in attesa degli esami strumentali, restano aperti tre possibili scenari per l’infortunio di Nikola Jokic
A Miami, nella notte, è arrivata la decima sconfitta stagionale per i Denver Nuggets di coach David Adelman, ma la vera preoccupazione per la franchigia del Colorado riguarda l’infortunio al ginocchio di Jokic.
Il serbo è stato accompagnato negli spogliatoi poco prima dell’intervallo lungo, a causa di quello che fin da subito è apparso come un possibile grave infortunio al ginocchio.
Secondo Brian Sutterer, medico statunitense specializzato in medicina dello sport e noto per le sue analisi sugli infortuni NBA, dal replay dell’azione è possibile delineare tre scenari differenti sull’infortunio al ginocchio di Jokic.
In attesa degli esami strumentali, le valutazioni si basano esclusivamente sulla dinamica del movimento e sui segnali visibili durante la partita, elementi che permettono di ipotizzare un ventaglio di esiti che va da una semplice contusione a situazioni più complesse, seppur al momento meno probabili.
Scenario migliore: semplice contusione e stop limitato
Per quanto le prime impressioni di tifosi e staff tecnico non fossero incoraggianti, nelle ultime ore l’ottimismo è aumentato, anche grazie alle dichiarazioni di diversi medici esperti.
In molti, infatti, spingono verso quello che sarebbe lo scenario migliore per franchigia e giocatore: una “semplice” contusione ossea causata dall’iperestensione del ginocchio.
Questa, a grandi linee, sembrerebbe un’iperestensione di basso grado e severità. Guardando il replay non si vede un eccessivo movimento, né verso l’interno né verso l’esterno. Un altro aspetto positivo è che nessuno colpisce [Jokic] direttamente sul ginocchio spingendolo all’indietro, e l’incidente non è avvenuto mentre stava correndo
Brian Sutterer, medico
Scenario intermedio: iperestensione da monitorare
Anche se dal replay si nota un leggero contatto tra Jokic e Spencer Jones, secondo gli esperti non avrebbe influito in modo decisivo sulla dinamica del movimento della gamba del serbo.
Resta comunque una situazione da valutare con attenzione, soprattutto in attesa degli esami strumentali, fondamentali per escludere complicazioni non immediatamente visibili.
Va ricordato che un’iperestensione del ginocchio può causare anche rotture importanti, come quelle del crociato anteriore o posteriore. In questo caso, però, credo ci siano più elementi positivi che negativi per la prognosi
Brian Sutterer, medico
Scenario peggiore: coinvolgimento legamentoso
Sempre secondo Brian Sutterer, noto esperto di medicina dello sport, allo stato attuale sarebbe possibile escludere lesioni ai principali legamenti del ginocchio, a favore di una contusione che richiederebbe solo qualche settimana di recupero. Resta comunque lo scenario meno auspicabile, legato a eventuali danni più profondi che potrebbero emergere solo dopo ulteriori accertamenti.
Nel complesso, il quadro resta aperto a più interpretazioni: lo scenario più favorevole limiterebbe l’assenza di Nikola Jokic a una o due settimane per una contusione ossea, mentre quello più pesante chiamerebbe in causa il legamento crociato anteriore, eventualità che lo terrebbe fuori fino al termine della stagione. Le indicazioni emerse finora non permettono ancora di sbilanciarsi, ma delimitano con chiarezza il perimetro.
A pochi giorni dall’inizio del 2026, in casa Nuggets la preoccupazione resta comprensibile. Le recenti valutazioni degli esperti e la storia clinica del tre volte MVP, però, lasciano spazio a un cauto ottimismo: i tifosi potrebbero presto tirare un sospiro di sollievo.