Kevin Durant e l’infortunio di Jokic: “Succede e basta. Solo sfortuna”
Kevin Durant rivede in Nikola Jokic una storia già vissuta: un infortunio al ginocchio nato da un contatto fortuito e il rischio di etichette sbagliate
Ci sono infortuni che fanno parte del gioco e altri che non hanno nulla a che vedere con preparazione, carichi di lavoro o fragilità fisica. Kevin Durant lo sa bene, e per questo guarda con particolare empatia alla situazione di Nikola Jokic, fermato di recente da un infortunio al ginocchio che ha immediatamente acceso i riflettori e le preoccupazioni.
Durant ha vissuto sulla propria pelle un percorso simile: due stagioni consecutive rallentate da infortuni al ginocchio nati da contatti del tutto fortuiti. Episodi che, col tempo, hanno finito per costruire una narrativa scomoda, quella del giocatore “incline agli infortuni”.
La cosa che non vorrei vedere con Nikola è che inizino a etichettarlo come injury prone. Sono situazioni che non puoi controllare. Puoi fare tutto nel modo giusto, ma se qualcuno cade sul tuo ginocchio, non c’è molto da fare
Kevin Durant
L’episodio di Miami e la diagnosi dei Nuggets
L’infortunio di Nikola Jokic, tre volte MVP NBA, è arrivato lunedì notte a Miami. Durante un’azione difensiva, il compagno Spencer Jones è finito sul piede sinistro del centro serbo mentre cercava di contenere una penetrazione di Jaime Jaquez Jr.. Il ginocchio ha subito una iperestensione, con Jokic che è crollato a terra afferrandosi la gamba.
Denver ha comunicato che il giocatore verrà rivalutato tra quattro settimane, una tempistica che lascia spazio a un cauto ottimismo, soprattutto se confrontata con altri tipi di lesioni legamentose.
Durant, Brooklyn e quei precedenti che pesano
Il parallelismo nasce anche dal passato. Nel gennaio 2022, Durant subì una distorsione del legamento collaterale mediale quando Bruce Brown cadde all’indietro colpendolo al ginocchio sinistro. Il risultato: 21 partite saltate.
Un anno dopo, ironia della sorte sullo stesso parquet di Miami, un’azione simile con Jimmy Butler provocò un altro problema al ginocchio, stavolta quello destro. Da lì, Durant non tornò più in campo con Brooklyn: la trade verso Phoenix arrivò poco dopo, e il suo rientro con i Suns avvenne soltanto a marzo, dopo 20 gare di stop.
Un contesto diverso, ma la stessa dinamica
Nel caso di Jokic, la natura dell’infortunio sembra meno strutturale. Durant stesso ha sottolineato come l’iperestensione possa consentire un rientro più rapido rispetto a una lesione MCL vera e propria.
È positivo che si parli di quattro settimane. Non sembra nulla di serio. Non era una distorsione importante, più una torsione. Tornerà presto, ed è una grande notizia per la lega
Kevin Durant
Oltre le etichette: Jokic e l’equilibrio tra cautela e narrazione
Il punto centrale resta uno: non tutti gli infortuni raccontano una fragilità. Jokic, come Durant prima di lui, si trova davanti a un bivio narrativo più che medico. La gestione del rientro sarà fondamentale, così come evitare conclusioni affrettate.
Perché, come ricorda Durant, i migliori giocatori devono stare in campo, ma senza che un contatto casuale diventi un marchio difficile da togliere.