I peggiori Knicks della stagione, Brunson: “Abbiamo smesso di giocare”
Senza Towns, Hart e Shamet i Knicks perdono malamente contro gli Hawks: la dura critica di Brunson all’atteggiamento della squadra
Jalen Brunson non cerca alibi. Dopo la sconfitta per 111-99 contro Atlanta, la sua lettura è diretta, quasi brutale: i Knicks non sono mai entrati davvero in partita.
E se il simbolo della serata va scelto, è quell’otto secondi chiamato contro di lui a fine primo tempo, senza pressione, palla portata su con troppa calma. Un errore banale, ma pesante. Per Brunson è lì che si capisce tutto.
Non ce l’avevamo. E so che sembra una scusa, ma quando smetti di segnare e lasci che questo condizioni il resto del tuo gioco, perdi ritmo, perdi quel senso di urgenza che ci serve
Jalen Brunson
Dal suo punto di vista, la gara scivola via così: i tiri non entrano e la difesa non regge. Non è il basket che i Knicks vogliono giocare, e lui lo sa.
La squadra era corta, senza Karl-Anthony Towns e Mitchell Robinson sotto canestro, senza Josh Hart e Landry Shamet. Ma Brunson non guarda al referto. Guarda all’atteggiamento. I Knicks vanno sotto di 24 dopo tre quarti, sentono i fischi del Garden, provano a rientrare solo nel quarto periodo. Troppo tardi.
L’urgenza deve esserci dall’inizio, non quando sei già sotto
Jalen Brunson
I numeri raccontano una serata storta: 36% dal campo, 20% da tre, il peggior dato stagionale. Brunson chiude con 24 punti, ma il supporto di Anunoby (19) e Bridges (18) arriva quando la partita è già compromessa. E anche questo, per il leader dei Knicks, è un segnale.
Dopo la NBA Cup (in cui l’ex Mavs ha chiuso da MVP) , New York è tornata normale, forse troppo. Due sconfitte di fila, complici una difesa fragile e intensità a intermittenza. Brunson manda un messaggio che non ha bisogno di interpretazioni: se questa squadra vuole essere qualcosa di più, certe partite non possono esistere.