Ben Simmons, Rich Paul e una verità scomoda sulla sua esperienza NBA
Da Rookie of the Year a simbolo di un talento incompiuto. Il percorso di Ben Simmons in NBA racconta come aspettative, pressione e scelte sbagliate possano cambiare tutto
L’esperienza in NBA di Ben Simmons è stata una continua altalena di eventi, a partire dalla notte del Draft NBA 2016, quando viene chiamato dai Philadelphia 76ers come prima scelta assoluta.
L’australiano debutta soltanto l’anno seguente a causa di un infortunio, riuscendo comunque a vincere il premio di Rookie of the Year al termine della stagione. Negli anni successivi viene selezionato più volte per l’All-Star Game e inserito nei quintetti All-NBA, oltre a firmare un Max Contract con i 76ers.
La svolta arriva dopo la serie di Playoff NBA 2021 contro gli Atlanta Hawks: Ben Simmons finisce nel mirino delle critiche per non essere stato incisivo nel momento chiave di Gara 7, persa da Philadelphia e costata l’eliminazione. Nella successiva off-season NBA si consuma la rottura definitiva tra il giocatore e la franchigia, dando il via a un lungo periodo di difficoltà.
Attualmente senza squadra, negli ultimi giorni Simmons ha dichiarato di voler tornare in NBA solo da protagonista, e non per occupare un ruolo marginale nella Lega. Anche alla luce di queste parole, il suo percorso viene spesso etichettato come un fallimento, ma il suo ex agente Rich Paul ha offerto una lettura diversa della situazione.
Tutto quello che Ben voleva per sé stesso è accaduto: è stato prima scelta al Draft, ha vinto il Rookie of the Year, è stato più volte All-Star e All-NBA e ha firmato un Max Contract. Alcuni ragazzi arrivano in cima e dicono “Ce l’ho fatta”, altri arrivano fin lì e decidono di tornare indietro, mentre c’è chi vuole spingersi ancora più in alto: questa è la differenza
Rich Paul
Solo il tempo dirà se Ben Simmons riuscirà a rimettersi al centro della scena NBA o se resterà uno dei più grandi “what if” della storia recente dell’NBA.