Redick in difficoltà? I segnali di uno spogliatoio che non risponde
La classifica sorride ai Lakers, il campo molto meno. Redick in difficoltà, leader poco incisivi e una difesa da fondo classifica: Los Angeles è davvero pronta per il titolo?
I Los Angeles Lakers stanno attraversando un periodo del tutto anomalo: uno sguardo generale e poco attento giudicherebbe la stagione dei gialloviola assolutamente positiva – quarto miglior record a Ovest e settimo miglior attacco della lega. Molto spesso, però, i problemi più grandi si nascondono nei dettagli.
Sebbene questa squadra mostri spunti interessanti su cui poter costruire un progetto vincente, ad oggi non è ancora pronta per essere la contender che tutti si aspettano. I problemi sono molteplici e di natura diversa.
J.J. Redick: un allenatore poco rispettato
Si ha l’impressione che l’allenatore dei Lakers abbia in qualche modo perso la fiducia dei propri giocatori e, di conseguenza, anche una certa centralità all’interno dello spogliatoio. Lo si può intuire, ad esempio, dagli sguardi e dal body language di alcuni giocatori durante i time-out.
Sulla questione è intervenuto anche Perkins, che nella scorsa notte ha provato a fornire la sua lettura:
Penso che Redick abbia perso l’attenzione dello spogliatoio. Non parlo di LeBron o Luka: so che saranno sempre sulla stessa linea d’onda. Mi riferisco agli altri giocatori. Perché non lo ascoltano? Prendo Ayton come esempio: il suo rendimento è cambiato moltissimo. Se fossi in Redick, cambierei il mio approccio nei confronti degli altri. È qualcosa che abbiamo visto fare anche ai più grandi allenatori
Kendrick Perkins
La difesa preoccupa
Il problema difensivo è talmente rilevante da incidere in modo diretto sul valore complessivo del gruppo. I Lakers occupano il 26esimo posto per Defensive Rating, un posizionamento che va ben oltre una semplice fase negativa e che racconta una fragilità strutturale.
Un dato del genere è incompatibile con le ambizioni di una squadra che, almeno sulla carta, punta al titolo NBA e che dovrebbe costruire la propria identità anche sull’affidabilità difensiva, soprattutto nei momenti chiave della stagione.
Problemi di gestione e difensivi ormai evidenti rendono difficile delineare prospettive chiare. In presenza di uno spogliatoio frammentato e di gerarchie poco definite, costruire qualcosa di realmente solido diventa un esercizio complesso per qualsiasi franchigia.
I Lakers restano una squadra dal potenziale altissimo, ma in questo momento sembrano più condizionati dalla gestione delle proprie superstar che realmente guidati da esse.