Knicks in difficoltà, Mike Brown: “Dobbiamo credere nel nostro lavoro”

La luna di miele dei Knicks con coach Brown è finita: la squadra affronta il primo momento difficile della stagione dopo aver perso 4 gare di fila

Mike Brown, coach dei New York Knicks

La luna di miele è finita. Mike Brown sta vivendo il primo vero momento di difficoltà della sua avventura sulla panchina dei New York Knicks, una fase inevitabile in una stagione NBA lunga e piena di curve. Dopo settimane passate a raccogliere consensi, vittorie e fiducia, è arrivato anche il momento di fare i conti con la realtà.

So che, alla fine della giornata, ogni volta che attraversi un processo avrai alti e bassi, avrai battute d’arresto. La questione è come li affronti: li accetti e li attacchi di petto, oppure lasci che quello che sta succedendo influisca sul tuo modo di giocare? Per noi, la prossima sfida è proprio questa

Mike Brown

Solo poche settimane fa, i Knicks sembravano una macchina perfetta. Undici vittorie in dodici partite, la conquista dell’NBA Cup e la sensazione diffusa di una squadra finalmente pronta a fare il salto di qualità. Il nuovo corso di Brown aveva convinto: un attacco più libero, tanto tiro da tre punti e una panchina coinvolta come non si vedeva da tempo. New York si era accesa, e con lei il suo pubblico.

Poi qualcosa si è inceppato. Quattro sconfitte consecutive, la prima striscia negativa di questo tipo dal 2022, e un bilancio di 5-6 dopo il trionfo in Coppa. La sconfitta contro Detroit, prima forza a Est, ha mostrato una squadra in difficoltà, meno sicura dei propri mezzi. La classifica racconta un cambio di prospettiva: terzo posto nella conference, superati dai Celtics e improvvisamente più vicini alla zona play-in che alla vetta.

È importante rivedere le situazioni in campo, parlarne e non limitarsi solo a preparare la prossima partita. A partire da me, mantenere tutti positivi e ricordare qual è il nostro standard: sacrificio, spirito competitivo, connessione, restare uniti e credere gli uni negli altri e nel processo, sapendo che è un percorso

Mike Brown

I problemi sono evidenti. La difesa concede troppo, l’attacco fluido disegnato da Brown si è fatto prevedibile e la panchina, uno dei punti di forza iniziali, fatica a dare continuità. Il confronto con il passato è inevitabile: il record è peggiore rispetto allo stesso punto della scorsa stagione, quando in panchina sedeva Tom Thibodeau – esonerato in estate per divergenze nella visione come ha spiegato il proprietario della franchigia James Dolan.

Brown, però, non perde la calma. Sa che il percorso non è mai lineare e lo ripete con convinzione. Lavoro, dialogo e responsabilità sono le parole chiave. Lo conferma anche Jalen Brunson, che invita a non drammatizzare: non è la fine del mondo, ma solo un passaggio da superare.

È stato positivo, è stato grande. Non è la fine del mondo. Sì, abbiamo perso quattro partite di fila. Ovviamente non vogliamo trovarci in questa situazione. Dobbiamo fare meglio, restare positivi e capire che non abbiamo iniziato benissimo la stagione e poi abbiamo giocato bene. È solo un momento da cui dobbiamo uscire

Jalen Brunson

Al Garden sono arrivati anche i primi fischi, segnale di una piazza che vive di passione e aspettative. Brown li accetta senza polemiche, anzi li comprende. Ora il compito è ritrovare identità e fiducia. La stagione è lunga, e per i Knicks questo è solo il primo vero esame di maturità.

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