Donovan si inchina al talento di Cooper Flagg: “Giocatore totale”

Serata difficile per Flagg contro i Bulls (11 punti, 4/13 dal campo), ma coach Donovan elogia il talento del rookie dei Mavs

Cooper Flagg, ala dei Mavs contro i Chicago Bulls

Certe parole, quando arrivano da un allenatore navigato come Billy Donovan, pesano sempre un po’ di più. Alla vigilia della sfida tra Chicago Bulls e Dallas Mavericks, il coach di Chicago non ha avuto dubbi nel puntare i riflettori su Cooper Flagg, il rookie che sta facendo parlare tutta la NBA. E non poteva essere altrimenti.

Flagg, prima scelta assoluta dell’ultimo Draft, è già molto più di una semplice promessa. Sta dimostrando sul campo di essere un’arma offensiva totale. Donovan lo ha definito senza giri di parole un realizzatore “da tre livelli”: uno di quelli che possono colpire da fuori, attaccare il ferro e fare male anche dal mid-range.

Tira da tre, può mettere palla a terra, sa giocare il pick and roll. Può giocare vicino al canestro, è bravo in transizione ed è efficace a rimbalzo. Quindi credo che, come chiunque altro, sia un giocatore in grado di segnare su tutti e tre i livelli. Per questo devi assolutamente prestargli attenzione quando è coinvolto in blocchi lontano dalla palla, nei pick and roll o quando attacca il canestro in palleggio, grazie alla sua taglia e al suo atletismo

Billy Donovan

Nonostante non abbia vissuto una delle sue migliori nottate nella sconfitta contro i Bulls per 125 a 107 (soltanto 11 punti con 4/13 dal campo), guardando il suo gioco è ben chiaro perché Donovan si sia sbilanciato così apertamente nei confronti di Flagg.

È pericoloso in transizione, presente a rimbalzo e sempre coinvolto nelle azioni chiave. Un giocatore che costringe le difese a restare costantemente all’erta, con e senza palla.

I numeri confermano le sensazioni: 19,1 punti, 6,6 rimbalzi e 4,3 assist di media in una stagione da rookie. Dallas, nonostante un record negativo, sa di avere tra le mani un talento destinato a segnare il futuro e di doverselo tenere ben stretto (soprattutto dopo l’ennesimo infortunio che mette a rischio la stagione di Anthony Davis).

E a Chicago resta un pizzico di rimpianto. I Bulls, infatti, hanno perso il lancio della moneta che avrebbe potuto portarli a scegliere Flagg. Una piccola coincidenza che oggi pesa parecchio. Cooper non è solo il presente dei Mavericks: è uno di quei nomi che la NBA imparerà a conoscere molto a lungo.

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