Jazz umiliati dagli Hornets, -55: “Non avremmo segnato nel mare”
Senza Markkanen e Nurkic, Utah crolla sotto i colpi di Charlotte: 150-95 il finale, una delle peggiori sconfitte nella storia dei Jazz
Ci sono serate che entrano nei libri di storia, e per gli Utah Jazz quella di Charlotte lo fa nel modo peggiore possibile. Il 150-95 incassato contro gli Hornets è una delle sconfitte più pesanti di sempre per la franchigia (-55), una partita che di fatto si è chiusa prima ancora di iniziare.
Sin dai primi minuti, il campo ha raccontato una storia a senso unico, una di quelle che purtroppo per Utah entra nei record negativi di sempre.
Charlotte è partita fortissimo, scavando subito un solco profondo: 16-4 nei primi tre minuti, 33-8 poco dopo e un primo quarto chiuso sul 45-14. Utah, priva di tre titolari come Lauri Markkanen, Jusuf Nurkic e Ace Bailey, non è mai riuscita a trovare ritmo.
La serata al tiro è stata impietosa, soprattutto dall’arco, dove i Jazz hanno faticato in modo clamoroso mentre gli Hornets segnavano praticamente da ogni posizione.
Fino a molto tardi nella partita non riuscivamo a segnare nemmeno se avessimo tirato in mare. Nella NBA di oggi il tiro da tre può rendere le partite davvero brutte da vivere (7/31 per Utah, ndr). Questa è una gara che dobbiamo archiviare in fretta e lasciarci alle spalle, pensando subito alla prossima trasferta
Will Hardy
Nel secondo quarto il divario ha sfiorato livelli storici, con Utah sotto di 47 punti prima di una piccola reazione nel finale che ha almeno evitato un nuovo record negativo all’intervallo. Un magro sollievo in una partita dominata in lungo e in largo da Charlotte, capace di colpire da tre e di fare la differenza anche sulle seconde opportunità, con un numero impressionante di punti dopo rimbalzo offensivo.
Brice Sensabaugh, con 26 punti, è stato uno dei pochi a salvarsi tra i Jazz, mentre Tre Mann ha guidato Charlotte con 20 punti senza nemmeno dover forzare. Nel finale, gli Hornets hanno persino evitato di affondare il colpo, lasciando scadere il cronometro per non infliggere a Utah la peggior sconfitta di sempre.
Ora per i Jazz non c’è tempo per voltarsi indietro. Un viaggio in trasferta di cinque gare li attende, con avversari durissimi (Cavs, Bulls, doppia sfida con i Mavs e Spurs per chiudere) e la necessità di ritrovare fiducia e identità. Notti come questa di Charlotte fanno male, ma possono anche diventare un punto di ripartenza.