Russell Westbrook non dimentica: “Battere i Lakers vale di più”

Westbrook non è più l’MVP di un tempo, ma il suo spirito competitivo è intatto: contro i Lakers arriva una vittoria che vale molto più del risultato

Russell Westbrook, point guard dei Sacramento Kings

Russell Westbrook non è più il giocatore che dominava le notti NBA a colpi di triple doppie e atletismo fuori scala. Il tempo passa per tutti, anche per chi sembrava immune alle leggi della fatica. Eppure, una cosa in lui non è mai cambiata: la fame di competizione. Quella sì, è rimasta intatta dal giorno in cui alzò il trofeo di MVP.

L’ultima dimostrazione è arrivata nell’ultima partita, quando i Sacramento Kings hanno battuto i Los Angeles Lakers per 124-112. Una vittoria che, per Westbrook, vale qualcosa in più. Non tanto per la classifica (Sacramento naviga nelle zone basse dell’Ovest) ma per il significato emotivo della partita. Di fronte c’era una delle sue ex squadre. E non una qualunque.

Gioco allo stesso modo ogni sera, ma mi fa piacere battere le squadre in cui ho giocato in passato, per motivi diversi

Russell Westbrook

Russ ha chiuso con 22 punti, 5 rimbalzi e 7 assist, giocando con quell’energia che da sempre lo contraddistingue. Pochi giorni fa aveva fatto lo stesso contro Houston (15+10 assist), un’altra tappa del suo lungo viaggio NBA. Ma se con i Rockets il legame è stato breve e senza scosse, con i Lakers la storia è diversa. Molto diversa.

L’esperienza in maglia gialloviola ha lasciato segni profondi. Arrivato dalla trade con i Wizards per formare un super team con LeBron James e Anthony Davis, Westbrook si è ritrovato presto al centro delle critiche. I risultati non arrivavano, la squadra non funzionava e il dito finiva sempre per puntare nella stessa direzione. Troppo facile accusarlo perché non era più quello di una volta.

I Lakers intanto arrancano (23-14 dopo la terza sconfitta di fila), Sacramento lotta soprattutto per orgoglio. Ma per una notte, almeno una, Westbrook si è preso la sua rivincita.

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