Bucks travolti, Doc Rivers sorprende: “Contento del piano partita”
Terzo quarto da incubo: i Milwaukee Bucks affondano contro i San Antonio Spurs di Victor Wembanyama. Ma Doc Rivers è soddisfatto del piano partita
La stagione dei Milwaukee Bucks continua a scivolare su un piano sempre più inclinato. La sconfitta sul campo dei San Antonio Spurs, un netto 119-100 al Frost Bank Center, non è solo un altro passo falso in classifica: è l’ennesima fotografia di una squadra che fatica a riconoscersi, soprattutto lontano da casa.
Per larghi tratti della gara, Milwaukee è apparsa svuotata, lenta nelle letture e incapace di imporre il proprio ritmo. Il passivo ha toccato anche le 29 lunghezze, prima di un tentativo di rimonta nel quarto periodo – 32-12 il parziale finale – che però non ha mai dato la sensazione di poter davvero riaprire la partita.
L’analisi di Doc Rivers
Nel post-partita, Doc Rivers ha analizzato la partita dei suoi Bucks, indicando con precisione il punto di rottura dell’incontro: il secondo quarto, che secondo l’allenatore ha spianato la strada al 16-40 subito nel terzo periodo.
Nel primo tempo il problema sono stati i falli. Avevano cosa, 20 tiri liberi già all’intervallo? È una lega in cui si vince o si perde in base ai tiri segnati
Doc Rivers
Una lettura che va oltre il semplice tabellino. Milwaukee ha tentato 48 triple, molte delle quali costruite correttamente secondo l’allenatore, ma la serata storta al tiro si è sommata a una difesa poco disciplinata.
Il piano partita mi è piaciuto. Abbiamo giocato nel modo giusto. Ma i falli e gli ultimi sei minuti del secondo quarto ci sono costati carissimo
Doc Rivers
Numeri che raccontano una sconfitta strutturale
Il dato più preoccupante arriva a rimbalzo: 50-37 per gli Spurs. Un divario che segnala mancanza di energia e presenza fisica, aspetti che una squadra con ambizioni da titolo non può permettersi di trascurare.
Quella contro San Antonio è stata la quarta sconfitta consecutiva, che ha fatto scivolare Milwaukee sul record di 17-24. Solo 24 ore prima, la squadra era stata sonoramente fischiata dal proprio pubblico al Fiserv Forum, dopo il pesante ko contro Minnesota. Un dettaglio che racconta quanto il clima attorno ai Bucks sia ormai teso.
Giannis e Kuzma non bastano
Sul piano individuale, Giannis Antetokounmpo ha chiuso con 21 punti, 5 rimbalzi e 2 recuperi, mentre Kyle Kuzma ha portato 18 punti dalla panchina. Numeri discreti, ma incapaci di spostare l’inerzia di una gara mai davvero sotto controllo.
Ed è forse questo l’aspetto più allarmante: anche quando le stelle producono, Milwaukee non trasmette solidità, né in attacco né in difesa.
Serve una svolta, anche dolorosa
A questo punto della stagione, l’idea che i problemi dei Bucks si risolvano “da soli” appare sempre meno credibile. Le parole di Rivers, pur difendendo il piano gara, lasciano intravedere una frattura più profonda: esecuzione, disciplina e continuità non stanno tenendo il passo delle ambizioni.
Se l’obiettivo resta competere ad alto livello, cambiamenti concreti potrebbero diventare inevitabili, anche a costo di sacrificare asset futuri. Continuare così significherebbe accettare una lenta erosione di credibilità, prima ancora che di classifica.