Knicks sommersi dai fischi, Brunson: “È stato imbarazzante”
Dalla vittoria della NBA Cup ai dubbi sul futuro immediato: Knicks ancora ko e il Madison Square Garden manda un messaggio chiarissimo
Il rumore assordante dei fischi del Madison Square Garden ha accompagnato i Knicks fino agli spogliatoi, mentre il tabellone raccontava una storia impietosa: -30 contro i Dallas Mavericks. Una serata che va oltre il risultato e che fotografa un momento sempre più delicato per una squadra partita con ambizioni da titolo e ora costretta a guardarsi alle spalle.
Mike Brown, visibilmente contrariato, ha scelto la via della franchezza. Niente lavagne o schemi all’intervallo, solo un messaggio diretto:
Non c’era nulla da dire se non concentrarsi e fare il proprio lavoro
Mike Brown
Ha spiegato il coach, trattenendosi a fatica dall’usare termini ben più coloriti. Un segnale chiaro di quanto la situazione stia sfuggendo di mano.
Dal trionfo in NBA Cup alla caduta libera di gennaio
Il contrasto è netto. Solo poche settimane fa New York alzava la NBA Cup a Las Vegas, oggi invece deve fare i conti con una realtà molto meno rassicurante: nove sconfitte nelle ultime undici partite e un record scivolato da 23-9 a 25-18. Il play-in, che sembrava un’ipotesi lontana, non è più un tabù.
Jalen Brunson, appena annunciato tra i titolari dell’All-Star Game 2026, non si è nascosto:
Prestazione imbarazzante. Questo processo di autocritica doveva iniziare settimane fa. Ora deve cominciare subito. Sappiamo cosa dobbiamo fare. O lo facciamo davvero, perché ci teniamo, oppure…
Jalen Brunson
Parole pesanti, che suonano come un ultimatum interno allo spogliatoio.
Una partita senza alibi (né energia)
Il ritorno in campo di Jalen Brunson e Josh Hart dopo gli acciacchi lasciava presagire una serata positiva. Invece, dopo pochi minuti, i Knicks erano già sotto 16-4, travolti dall’intensità di Dallas. Poco prima dell’intervallo il punteggio diceva 75-45, uno dei peggiori primi tempi concessi al Garden negli ultimi decenni.
Josh Hart non ha cercato attenuanti:
Non avevo mai visto un livello di impegno così. È stato imbarazzante
Josh Hart
Brown ha rincarato la dose snocciolando numeri difficili da digerire: 27 punti in contropiede e 28 nel pitturato concessi nel solo primo tempo, contro una squadra priva di un vero riferimento spalle a canestro.
Leader in difficoltà e i fischi del Madison
Brunson ha provato a scuotere i compagni durante un timeout del secondo quarto, gesto ripreso dalle telecamere NBC, ma senza effetti immediati. I fischi si sono attenuati solo nel terzo periodo, per poi tornare fragorosi nel quarto, quando Karl-Anthony Towns è stato richiamato in panchina.
Spendi 140 dollari per comprare la maglia del tuo giocatore preferito. Vieni qui al Garden nel giorno di Martin Luther King e i biglietti costano tre volte tanto. Sarei deluso anche io. I tifosi stanno facendo la loro parte. Ora tocca a noi
Karl-Anthony Towns
Ora serve una risposta immediata
Brown ha ereditato un roster esperto e profondo dopo il sorprendente addio a Tom Thibodeau, arrivato nonostante la finale di Conference raggiunta l’anno scorso. L’inizio sembrava dargli ragione, ora però la squadra appare fragile, emotivamente prima ancora che tecnicamente.
Ma la finestra per reagire è quasi chiusa: a New York, quando le aspettative sono così alte, il tempo per rimettersi in carreggiata finisce molto in fretta.