Cunningham, da outsider a titolare all’All-Star Game: “Si è guadagnato il rispetto”
La Point Guard dei Pistons è il simbolo della rinascita di Detroit: una scalata che l’ha portata nel quintetto titolare All‑Star
Cade Cunningham ha ufficialmente cambiato status. Non è più soltanto il volto del futuro dei Detroit Pistons, ma il presente di una squadra che oggi guarda tutti dall’alto nella Eastern Conference dopo anni trascorsi nei bassifondi della lega. La selezione come titolare all’NBA All-Star Game è il segnale più chiaro di una stagione che lo ha consacrato tra le stelle vere della lega.
Al quinto anno in NBA, Cunningham è diventato il motore totale dei Pistons, capaci di costruire un sorprendente record di 31-10 e di prendersi il primo posto a Est. Numeri e continuità, ma soprattutto leadership. Detroit ha superato infortuni e momenti complicati senza mai perdere identità: l’ennesima dimostrazione è stata la vittoria contro i Celtics, per 104-103, in una gara che ha consolidato il primo posto di Detroit a Est.
È proprio di questo che parliamo sempre: è da qui che nasce il rispetto, giusto? Quando scendi in campo in una lega così competitiva, con giocatori così competitivi, e loro rispettano il tuo gioco a quel livello, significa molto su ciò che hai realizzato
J.B. Bickerstaff
Le parole di coach J.B. Bickerstaff raccontano bene il peso specifico di Cunningham, autore di una doppia doppia da 16 punti (4/17 dal campo) con 14 assist, all’interno del gruppo. Il rispetto dei colleghi, prima ancora dei tifosi, è la vera misura del suo salto di qualità. Un rispetto guadagnato sera dopo sera, guidando la squadra, coinvolgendo i compagni e prendendosi le responsabilità nei momenti decisivi.
L’impatto che ha sulle partite, su questa squadra e su tutta l’organizzazione, l’impatto che ha sui compagni e sugli allenatori. Ha fatto tutto ciò che era necessario per meritarselo. E, ancora una volta, quando questo riconoscimento arriva da persone che rispetti, significa davvero tanto
J.B. Bickerstaff
I numeri parlano chiaro: 25,9 punti, 9,6 assist e 6 rimbalzi di media. Statistiche complete, da giocatore moderno, capace di leggere il gioco e adattarsi a ogni situazione. Non è un caso se questa sarà la sua prima apparizione all’All-Star Game da titolare, un traguardo che mancava a un giocatore dei Pistons dai tempi di Allen Iverson nel 2009.
Dopo il debutto da riserva dello scorso anno, Cunningham farà ora parte del quintetto titolare dell’Est insieme a Giannis Antetokounmpo, Tyrese Maxey, Jaylen Brown e Jalen Brunson. Un gruppo che racconta il presente della NBA. E, per Detroit, anche un futuro che finalmente ha un volto chiaro e riconosciuto da tutta la lega.