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NBA All-Star Game 2026: Mitchell meritava il posto da titolare? “Giusto così”

Nonostante i numeri e l’impatto sui Cavs, Donovan Mitchell non sarà titolare all’All-Star Game 2026: il suo commento

I Cleveland Cavaliers di Donovan Mitchell stavano cominciando a intravedere qualche spiraglio di continuità dopo le due vittorie consecutive contro i Sixers, ma anche il più piccolo raggio di luce in una stagione finora buia si è subito spento.

Cleveland crolla contro la miglior squadra della NBA: 136-104 contro gli Oklahoma City Thunder, che impiegano poco più di tre quarti per superare di oltre 20 punti i Cavs e mettere la partita in ghiaccio.

La serata storta di Donovan Mitchell pesa come un macigno sulla prestazione della squadra. L’ex Jazz chiude con soli 19 punti, segnando appena 5 dei 18 tentativi dal campo.

La pressione difensiva dei Thunder è continua e persino per il settimo miglior marcatore della stagione, a 29.2 punti di media, trovare la retina diventa complicato.

Un rendimento che lascia intuire anche una possibile delusione per non essere stato convocato come titolare all’All-Star Game 2026.

A dire il vero, me lo aspettavo un po’. I giocatori scelti (Brown, Cunningham, Maxey, Brunson e Giannis, ndr) hanno un record migliore del nostro. Certo, avrei voluto partire titolare, ma alla fine conta vincere le partite: se vinci, prima o poi arrivano anche i riconoscimenti. Vincere viene prima di tutto

Donovan Mitchell

Vincere, in questa stagione, si sta rivelando una sfida ardua per Cleveland, nonostante il monte salari più alto della lega. Rispetto a gennaio 2025, quando la squadra guardava dall’alto la Eastern Conference, i Cavs sembrano oggi un’altra squadra.

Darius Garland è spesso assente per problemi al piede; la coppia Evan Mobley–Jarrett Allen impatta meno sotto canestro sui entrambe le metà di campo; e gli innesti dalla panchina, come quello di Lonzo Ball, non stanno producendo l’effetto sperato.

Con un record di 24 vittorie e 20 sconfitte a metà stagione, i Cavs lottano ora per il sesto posto insieme a Orlando Magic (23-19), Miami Heat (22-21) e Chicago Bulls (20-22), nell’attesa di un’inversione di rotta. La speranza è che la trade deadline possa portare i rinforzi giusti per ridare slancio a una squadra che, finora, non riesce a ritrovare la strada delle vittorie.

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