NBA Europe tra entusiasmo e scetticismo
Il progetto NBA Europe divide club e tifosi: visione globale da una parte, costi elevati e ricavi incerti dall’altra
Nella giornata di ieri, 19 gennaio, si è discusso del progetto NBA Europe. L’incontro, tenutosi a Londra, ha visto Adam Silver confrontarsi con oltre 250 figure di rilievo del panorama sportivo europeo, durante il quale sono state delineate le dinamiche utili al raggiungimento dell’obiettivo fissato per il 2027, una scadenza decisamente ravvicinata.
Tra le realtà più importanti presenti all’incontro spiccano Manchester City e AC Milan, club calcistici che hanno mostrato un interesse concreto verso il progetto NBA Europe.
Ma quali sono le posizioni emerse attorno a questo piano?
Da un lato c’è l’entusiasmo di Zlatan Ibrahimovic, che in rappresentanza del Milan ha espresso un giudizio fortemente positivo sull’eventuale arrivo dell’NBA in Europa, sottolineando il potenziale di una partnership tra il modello di business americano e il pubblico europeo.
Sono convinto che, se l’NBA arriva con un’idea e un modello di business e li combina con i tifosi europei, possa nascere una partnership perfetta
Zlatan Ibrahimovic via La Gazzetta dello Sport
La nuova competizione rappresenta un’opportunità economica strategica, come evidenziato da Gerry Cardinale, capace di andare oltre il basket e di coinvolgere lo sport europeo nel suo complesso, sia a livello mediatico che commerciale.
Penso che avrà un successo incredibile: se lo facciamo bene, potrà trasformarsi in una delle cose migliori mai capitate allo sport
Gerry Cardinale via La Gazzetta dello Sport
Dall’altro lato prende corpo lo scetticismo dei tifosi del Real Madrid, che guardano a NBA Europe con forte preoccupazione per le possibili ricadute sulla tradizione del basket europeo: secondo i sostenitori madridisti, il progetto rischia di stravolgere un sistema fondato su club storici e competizioni consolidate, senza offrire vere garanzie di continuità sportiva.
Il nostro impegno è per un panorama cestistico europeo in cui possiamo competere contro squadre storiche con una profonda tradizione cestistica. Ad oggi, questo non è ciò che il progetto NBA Europe sembra offrire
Congiunta dei tifosi Real Madrid
Una diffidenza condivisa anche da molti club europei, alimentata dall’assenza di informazioni chiare sui potenziali ricavi: al momento si parla quasi esclusivamente degli obblighi richiesti, come la trasformazione in franchigie permanenti e una quota d’ingresso che potrebbe arrivare a 500 milioni di euro, un investimento enorme a fronte di ritorni ancora tutti da definire.
Una NBA sempre meno americana
Il progetto NBA Europe si inserisce comunque in un processo di apertura della lega americana che va avanti da oltre 30 anni. L’NBA è ormai una competizione globale, sempre meno legata esclusivamente agli Stati Uniti. Lo dimostra anche la centralità dei migliori giocatori attuali: Luka Doncic, Nikola Jokic, Giannis Antetokounmpo. Per la prima volta nella sua storia, una parte significativa dei volti simbolo della lega non è statunitense.
Il futuro dell’NBA sembra ormai orientato verso questa direzione. Le perplessità dei tifosi del Real Madrid sono comprensibili, ma in uno sport sempre più globalizzato risulta difficile immaginare uno sviluppo diverso, soprattutto considerando le esigenze economiche e di espansione del brand.