Jrue Holiday torna protagonista: segnali positivi per coach Splitter
Dopo due mesi di stop e a dieci giorni dal ritorno in campo, Jrue Holiday sembra aver ritrovato il giusto ritmo: un’ottima e non scontata notizia per coach Splitter
Si interrompe nel back-to-back contro Toronto la striscia di quattro vittorie consecutive per i Trail Blazers; eppure anche a fronte una serata complessa, in particolare di un primo quarto da appena 12 punti, i padroni di casa mettono in luce una serie di conferme più che confortanti, da sommare alla stagione della consacrazione di Deni Avdija.
Jrue Holiday, il cui minutaggio continua a essere ancora dosato in via precauzionale, ha ripreso in mano brillantemente le operazioni di regia, che, unite al lavoro difensivo di protezione del perimetro, la specialità della sua carriera, lo potranno e dovranno rendere, nella seconda parte di regular season, il collante per antonomasia della squadra.
E Jrue, consapevole di essere, almeno in campo, il vero veterano del team, con Lillard fuori per tutta la stagione, davanti ai microfoni impiega la massima franchezza per riassumere le palesi difficoltà dei primi dodici minuti:
Gambe stanche? Può essersi trattato di qualsiasi cosa, ma per un inizio simile non c’è scusa che regga
Jrue Holiday
L’intesa tra l’ex Bucks e Donovan Clingan sembra sempre più solida: ma l’ennesima serata in ufficio per il centro di origini italiane, autore di una doppia doppia da 13 punti e ben 16 rimbalzi non desta affatto stupore in Holiday:
Riesco a servirlo con passaggi schiacciati e alzandogli la palla al ferro, è alto 7′ e sa giocare alle spalle della difesa, questo rende tutto più semplice
Jrue Holiday
Estromettendo dalla classifica Walker Kessler, la cui stagione dopo cinque gare è già giunta al termine, Clingan è ad oggi il terzo miglior rimbalzista offensivo della lega, alle spalle di due assoluti cultori della materia come Mitchell Robinson e Steven Adams.
Portland si prepara, intanto, ad un triplo viaggio a est. Il primo appuntamento in calendario è la trasferta di Boston: non certo una partita come le altre, almeno per Holiday, fresco ex di turno.
Ma il campione NBA 2024 non ha la benché minima parola da spendere sul suo recente passato: l’unica storia che conta è quella ancora da scrivere.
Mi piacerebbe vincere
Jrue Holiday
Non è ancora il Jrue a pieno regime, e forse non serve nemmeno che lo sia subito. Quello che conta è la direzione: regia ordinata, letture giuste, fiducia nei compagni. Se questo è il punto di partenza, Portland sa da dove ripartire.