Sixers, Embiid cresce ma i dubbi restano: “Quanto durerà”
Tra segnali incoraggianti e dubbi irrisolti, i Philadelphia 76ers cercano una direzione chiara. L’All-Star Game potrebbe rappresentare uno spartiacque decisivo
I Philadelphia 76ers sembrano essersi definitivamente ripresi: dopo una pessima prima parte di stagione – che ha visto la franchigia bloccata nelle ultime posizioni della Eastern Conference – la squadra allenata da Nick Nurse pare aver finalmente trovato una propria dimensione.
Non si tratta di una squadra che garantisce grandi segnali di continuità, ma che sta lentamente ritrovando alcune certezze. Una di queste è senza dubbio Joel Embiid, che nelle ultime 14 partite NBA ha aumentato la propria produzione offensiva: 28.1 punti di media con il 51% dal campo. Numeri che raccontano un rendimento solido, ma che non bastano, da soli, a ristabilire pienamente il suo status tra i giocatori dominanti della lega.
Considerando l’avvio di stagione e le note fragilità fisiche di Embiid, statistiche di questo tipo non erano affatto scontate. La sua partenza complicata ha però portato a una maggiore responsabilizzazione di Tyrese Maxey: diventato a tutti gli effetti il primo riferimento offensivo dei Sixers, è stato anche nominato titolare all’All-Star Game.
Alla luce delle ultime prestazioni, Brian Windhorst è convinto che i Philadelphia 76ers possano dire la loro in ottica Playoffs NBA. Secondo l’analista di ESPN, questo gruppo rappresenta una potenziale mina vagante nella Eastern Conference, capace di ribaltare i pronostici se guidata da un Embiid in salute e da un Maxey in versione All-Star.
Oltre alle statistiche guardo anche il minutaggio di Embiid: sta bene. Siamo onesti, non sappiamo quanto questa condizione possa durare. Con un Embiid a questo livello, Maxey in versione All-Star e un supporting cast solido, la Eastern Conference è alla portata
Brian Windhorst
Un giudizio positivo, probabilmente influenzato dalle recenti vittorie arrivate in casa Sixers. Spingersi così avanti con le previsioni, però, resta prematuro: Philadelphia appare ancora una squadra fragile, fortemente dipendente dall’andamento emotivo e dalle prestazioni individuali dei suoi interpreti principali.
A rendere più complessa la valutazione contribuisce anche lo stato generale della Eastern Conference NBA: escluse le prime 3/4 posizioni in classifica, le altre franchigie faticano a dare continuità, alternando prestazioni convincenti a passaggi a vuoto evidenti.
I giorni che precedono l’All-Star Game e quelli immediatamente successivi potranno fornire indicazioni più chiare per comprendere il reale potenziale di questi Philadelphia 76ers.