Shai Gilgeous-Alexander analizza la sconfitta di OKC: “Una di quelle serate”

Shai Gilgeous-Alexander non fa drammi dopo il ko interno con i Toronto Raptors. OKC paga il finale, ma resta fedele alla propria identità

Shai-Gilgeous-Alexander

La seconda sconfitta consecutiva casalinga degli Oklahoma City Thunder arriva al termine di una partita che sembrava sotto controllo. Il 103-101 contro i Toronto Raptors lascia qualche rimpianto, ma Shai Gilgeous-Alexander sceglie una linea chiara e pragmatica: niente drammi, solo una serata storta.

Il match si decide negli ultimi istanti, quando Immanuel Quickley colpisce due volte dall’arco ribaltando il +4 Thunder a poco più di un minuto dalla fine. Da lì in poi OKC non riesce più a rimettere la testa avanti, nonostante una gara in cui – numeri alla mano – gli equilibri sembravano favorevoli.

Shai Gilgeous-Alexander: fiducia nel processo, nonostante il risultato

Per SGA, la sensazione è quella di una partita sfuggita di mano più per episodi che per reali problemi strutturali.

Personalmente mi è sembrato che avessimo il controllo della gara. Stavamo costruendo buoni tiri in attacco. Concedere 103 punti di solito per noi basta per vincere. È stata solo una di quelle serate.

Shai Gilgeous-Alexander

Un’analisi che mette al centro l’identità dei Thunder: difesa solida, ritmo controllato e qualità nelle scelte offensive. Toronto, pur non andando mai oltre il +7, ha saputo colpire nei momenti chiave, soprattutto nel finale.

Dal punto di vista individuale, Gilgeous-Alexander chiude con 24 punti, ma la sua gara è divisa in blocchi ben distinti. Dopo 9 punti nel primo tempo, accelera nel terzo quarto segnandone 11, riportando OKC in controllo. Nel quarto periodo però arrivano solo due punti, anche a causa dei raddoppi sistematici dei Raptors, che tolgono la palla dalle sue mani.

Daigneault diretto: gestione e controllo nel clutch

Nel post-partita, Mark Daigneault non cerca alibi. Il coach dei Thunder riconosce i meriti degli avversari e punta il focus su ciò che ha fatto la differenza nel finale.

Loro hanno segnato canestri importanti, noi no. In partite così punto a punto conta la gestione del tempo, del ritmo. Ci siamo dati una possibilità, ma alla fine si tratta di tiri che entrano o escono

Mark Daigneault

Il concetto chiave, però, va oltre gli ultimi possessi.

La vera sfida è riuscire a controllare meglio la partita lungo tutti i 48 minuti, così da non arrivare sempre a quel punto

Mark Daigneault

Un messaggio chiaro, soprattutto dopo due sconfitte consecutive decise nel finale: il margine di crescita passa dalla capacità di ridurre la volatilità del clutch.

Nonostante il momento, la sensazione è che Oklahoma City resti fedele al proprio percorso. Gli errori recenti diventano materiale di lavoro più che motivo di allarme, come sottolineato dallo stesso Daigneault.

Non è andata dalla nostra parte, ma questo non significa che non possiamo imparare

Mark Daigneault

La prossima sfida contro New Orleans diventa così un test importante per evitare uno 0-3 casalingo e verificare subito la capacità di risposta mentale della squadra.

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