Il messaggio di Anthony Edwards: “Ci sono cose più grandi del basket”
La sconfitta contro i Golden State Warriors conta poco. Anthony Edwards sceglie di parlare a Minneapolis, una città scossa dal dolore e al centro dell’attenzione nazionale
La partita contro i Golden State Warriors è passata in secondo piano. E non solo per il pesante 111-85 subito dai Minnesota Timberwolves, ma per tutto ciò che sta accadendo fuori dal parquet. Anthony Edwards, volto simbolo della franchigia, ha scelto di usare la propria voce per mandare un messaggio chiaro alla città di Minneapolis, attraversata in questi giorni da proteste e tensioni sociali che hanno inevitabilmente travolto anche il mondo dello sport.
La partita, inizialmente in programma domenica, è stata rinviata a lunedì proprio a causa del clima di forte instabilità che sta vivendo lo Stato del Minnesota. Un contesto che ha reso quasi impossibile pensare solo al basket, come dimostrato anche dall’atteggiamento di una squadra apparsa distante e poco concentrata fin dalla palla a due.
Ci sono cose più grandi del basket
Anthony Edwards
Anthony Edwards: vicinanza totale alla città di Minneapolis
Al termine della gara, Edwards non ha cercato alibi sportivi. Ha preferito parlare da uomo prima che da atleta, mostrando una vicinanza sincera alla comunità che lo ha accolto fin dal suo arrivo in NBA.
Amo il Minnesota, tutto l’affetto che mi hanno sempre dimostrato. Sono con loro, qualunque cosa stiano affrontando. Non seguo molto i social, quindi non vedo tutto in tempo reale, ma so cosa sta succedendo. Io e la mia famiglia stiamo pregando per tutti
Anthony Edwards via Andrew Dukowitz di Zone Coverage
Un messaggio semplice, diretto, che riflette bene il momento: quando la realtà fuori dall’arena diventa più pesante di qualsiasi sconfitta, anche il risultato sul tabellone perde importanza.
Edwards non è l’unico ad aver preso posizione. Tyrese Haliburton ha espresso pubblicamente il suo sostegno, così come Karl-Anthony Towns, ex punto di riferimento della franchigia, che ha parlato apertamente di violenze insensate. Anche Stephen Curry ha voluto far sentire la propria voce, confermando come l’intera NBA stia vivendo con attenzione quanto sta accadendo in Minnesota.
Il messaggio che arriva dal mondo del basket è chiaro: ci sono momenti in cui lo sport deve fermarsi, ascoltare e sostenere. E Anthony Edwards, nel silenzio dei numeri e delle statistiche, ha scelto di farlo nel modo più diretto possibile.