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Clippers on fire, ma quanto è sostenibile questa crescita?

Da stagione in crisi a squadra più calda della NBA: i Clippers risalgono la classifica grazie a Leonard e Harden, ma resta il dubbio sulla sostenibilità del loro rendimento

Dando un’occhiata alla classifica generale, è difficile non pensare che attualmente i Los Angeles Clippers siano la squadra più in forma della NBA. Il record complessivo parla chiaro: la squadra di Tyronn Lue ha raccolto 9 vittorie e 2 sconfitte negli ultimi 11 incontri, numeri tutt’altro che scontati nel contesto della Western Conference.

Leonard e compagni occupamo al momento la decima posizione a Ovest. Lontani dalle prime sei, i Clippers possono comunque ritenersi soddisfatti, considerando come la stagione stesse prendendo una piega decisamente negativa. La domanda è inevitabile: quale fattore ha permesso alla squadra di rientrare stabilmente in zona Play-In?

Tra le ragioni principali di questa run positiva dei Clippers spiccano senza dubbio Kawhi Leonard e James Harden. Le loro prestazioni ricordano da vicino quelle del 2019: 28 punti di media per Leonard e 25 punti a partita per Harden, con un impatto offensivo tornato ai massimi livelli.

Oltre ai punti, emergono dati altrettanto significativi. Kawhi Leonard sta facendo registrare 2.2 palle recuperate di media, confermando la sua centralità su entrambi i lati del campo. James Harden, anche quando non trova il canestro con continuità, resta il principale riferimento offensivo della squadra, guidando i Clippers con 8.1 assist di media, il dato più alto del roster. Due giocatori capaci di sostenere l’intero impianto tecnico.

All’ottimo momento del gruppo si aggiungono anche le considerazioni di Kendrick Perkins, convinto che all’interno della franchigia ci sia stato un preciso punto di svolta. Secondo l’ex NBA, la chimica tra i giocatori è cresciuta sensibilmente, soprattutto dopo l’uscita di scena di Chris Paul, senza che questo venga letto come una ricerca di colpevoli:

Per aver ottenuto questi risultati nelle ultime partite, vuol dire che si è creata una certa chimica tra i giocatori. Stiamo vedendo una vera intesa tra i giocatori. Quest’intesa è mutata da quando hanno lasciato andare via Chris Paul. Non sto cercando dei colpevoli, sto riportando semplicemente i fatti.

Kendrick Perkins

Le vittorie stanno alimentando fiducia e consapevolezza, ma ad oggi resta difficile considerare i Clippers una reale contender. La squadra appare più affiatata, ma gran parte del merito è legata alle prestazioni delle due superstar, protagoniste di quello che può essere definito un secondo prime.

Stabilire se questo periodo sia destinato a durare è complesso. La striscia positiva ha riacceso l’ambiente, ma mantenere un ritmo simile fino al termine della stagione appare complicato per una squadra con questo tipo di struttura.

Fare previsioni definitive non è semplice, ma l’atteggiamento mostrato dai Clippers rappresenta un segnale incoraggiante rispetto a una fase che, solo pochi mesi fa, li vedeva scivolare verso il fondo della classifica nella Western Conference.

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