Bucks in difficoltà senza Giannis, Doc Rivers: “Così non possiamo competere”
Senza Giannis Antetokounmpo, i Bucks crollano contro i Philadelphia 76ers di un ritrovato Joel Embiid e Doc Rivers non cerca alibi
Senza Giannis Antetokounmpo, sempre più al centro dei rumors di mercato, i Milwaukee Bucks sanno di dover sopravvivere puntando su intensità, attenzione ai dettagli e lavoro sporco. Contro i Philadelphia 76ers, però, è successo l’opposto. La sconfitta per 139-122 di martedì notte non è stata solo una questione di percentuali da tre punti, ma il risultato di lacune strutturali che hanno fatto infuriare Doc Rivers.
Philadelphia ha preso ritmo dall’arco e non si è più voltata indietro. In una serata del genere, Milwaukee avrebbe dovuto almeno compensare controllando il possesso e dominando a rimbalzo. Due aspetti completamente mancati.
I Bucks hanno perso cinque palloni in più rispetto ai Sixers (11 contro 6) e, soprattutto, sono stati sovrastati sotto i tabelloni: 46 rimbalzi totali a 38, con 15 rimbalzi offensivi concessi. Troppe seconde opportunità regalate a una squadra già in piena fiducia offensiva.
Doc Rivers duro nel post-partita: “Non ci sono scuse”
Nel dopo gara, il coach dei Bucks non ha cercato giustificazioni. Anzi, ha parlato in modo diretto, puntando il dito proprio sull’atteggiamento.
Dobbiamo fare molto meglio. Abbiamo iniziato con quintetti grandi, quindi non ci sono scuse per i rimbalzi offensivi concessi. Devo rivedere il filmato per capire il perché. Ho avuto la sensazione che cercassimo spesso di scappare in transizione, ma prima di dirlo con certezza voglio analizzare tutto
Doc Rivers via Eric Nehm di The Athletic
L’assenza di Antetokounmpo pesa, ma la serata di Philadelphia ha sollevato interrogativi più profondi. Milwaukee ha schierato insieme Myles Turner, Bobby Portis e Kyle Kuzma, una combinazione teoricamente solida per taglia e fisicità. Nonostante questo, i Bucks sono stati battuti a rimbalzo da una squadra che ha utilizzato Kelly Oubre Jr. da ala forte, con quintetti spesso più leggeri.
Il problema non è stato solo di centimetri, ma di letture e mentalità. Le rotazioni alle spalle del trio titolare non hanno aiutato: l’impatto dalla panchina è stato minimo, quando non negativo.
In particolare, i minuti di Jericho Sims hanno rappresentato un passaggio critico della partita. Confuso, impreciso nei passaggi e spesso fuori posizione, il suo ingresso in campo ha coinciso con i momenti peggiori per Milwaukee, che ha perso terreno ogni volta che era sul parquet.
Con Giannis fuori, i Bucks non possono permettersi cali di questo tipo. Rivers dovrà probabilmente rivedere le rotazioni, magari spezzando i minuti dei lunghi titolari per garantire sempre una presenza affidabile sotto canestro. Ma, prima ancora, servirà un cambio di atteggiamento: senza energia e attenzione a rimbalzo, nessun aggiustamento tattico potrà bastare.