Loading

Infortunio al ginocchio per Steph Curry, Kerr: “Non credo sia serio”

Stephen Curry lascia il parquet contro Detroit per un infortunio al ginocchio destro. Golden State ora riflette sulla gestione fisica della sua stella

La sconfitta casalinga contro Detroit lascia strascichi ben più pesanti del risultato per Golden State. Stephen Curry è stato infatti costretto ad abbandonare il campo nella seconda metà del match perso 131-124 contro i Pistons, a causa di un infortunio al ginocchio destro che riaccende l’allarme in casa Warriors.

L’episodio chiave arriva a 4:28 dalla fine del terzo quarto: Curry segna un layup in equilibrio precario subendo fallo, ma subito dopo il fischio l’espressione cambia. Smorfie di dolore, zoppia evidente e pochi secondi dopo la decisione di uscire. Un rapido confronto con lo staff medico a bordo campo e poi il rientro negli spogliatoi, visibilmente claudicante.

Prima di fermarsi, il numero 30 aveva comunque lasciato il segno: 23 punti in appena 25 minuti, confermando un impatto offensivo costante nonostante le condizioni fisiche non ideali.

Un problema che va avanti da giorni

Il fastidio al ginocchio non è una novità. Solo sei giorni prima, Curry era comparso nell’injury report dopo aver accusato gonfiore e dolore al ginocchio al termine di un allenamento individuale a Minneapolis. In quel caso, lo staff dei Warriors aveva parlato di infiammazione femoro-rotulea.

Steve Kerr, nel post-partita, ha provato a smorzare i toni senza però nascondere la realtà dei fatti:

Non credo sia nulla di serio, ma è un problema che lo sta infastidendo da un po’

Steve Kerr

Nei giorni scorsi Curry era stato inserito come questionable per la sfida contro Minnesota, giocata comunque e vinta dai Warriors. Successivamente era arrivato il riposo precauzionale nel rematch contro i Timberwolves, prima del rientro contro Utah e Detroit. Il dolore accusato contro i Pistons è legato proprio allo stesso problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a fermarsi.

Gestione e calendario

La buona notizia, almeno sulla carta, è il calendario. Golden State avrà tre giorni di pausa prima di tornare in campo martedì contro Philadelphia, sempre al Chase Center. Un intervallo che permetterà allo staff medico di valutare con attenzione le condizioni della stella dei Warriors e decidere la strategia migliore.

La sensazione è che la franchigia voglia muoversi con estrema cautela. Il problema non sembra grave, ma la parola “persistente” utilizzata da Kerr pesa più di qualsiasi bollettino ufficiale.

Leggi anche

Failed to load data