Loading

Kidd contro gli arbitri: “Sono stati terribili, fallo evidente su Cooper Flagg”

Jason Kidd attacca gli arbitri dopo la sconfitta di Houston: secondo il coach dei Mavs, un fallo netto su Cooper Flagg nel finale non è stato fischiato

Due giorni dopo aver riscritto i libri dei record dei Dallas Mavericks, Cooper Flagg conferma di essere molto più di una semplice promessa. Contro Houston arrivano 34 punti, 12 rimbalzi e 5 assist, ma la serata si chiude con una sconfitta per 111-107 e con un Jason Kidd furioso per l’arbitraggio.

Nel finale, a 25 secondi dalla sirena, Flagg attacca il ferro, subisce contatto e sbaglia il layup che avrebbe potuto valere il pareggio. Nessun fischio. Una decisione che fa esplodere la panchina di Dallas.

Io ho visto un fallo. Gli arbitri sono stati terribili, inaccettabili. È un contatto evidente e Cooper doveva andare in lunetta

Jason Kidd

Il coach dei Mavs ha chiamato direttamente in causa la terna arbitrale, parlando di una prestazione “awful”, sottolineando come l’errore non riguardi il risultato del tiro, ma il mancato rispetto delle regole.

La continua crescita di Flagg

Al di là delle polemiche, la crescita di Flagg è sotto gli occhi di tutti. Dopo i 49 punti contro Charlotte, miglior prestazione di sempre per un teenager NBA, il rookie ha nuovamente dominato dal palleggio contro Houston: 13/25 dal campo, con 11/17 nel pitturato.

Secondo ESPN Research, i 50 punti complessivi segnati in area tra Hornets e Rockets rappresentano il massimo mai fatto da un rookie in due partite consecutive nell’era play-by-play (dal 1997-98).

Un impatto che non passa inosservato nemmeno agli avversari.

Ha capito tutto. È difficile da fermare

Kevin Durant

Il contatto nel finale e la risposta matura di Flagg

L’azione che ha fatto infuriare Kidd vede Flagg attaccare centralmente Amen Thompson, assorbire il contatto e finire a terra dopo il tentativo di layup mancino. Nessun fischio, possesso perso e partita virtualmente compromessa.

Flagg, però, sceglie una linea opposta rispetto al suo allenatore.

Ho sentito il contatto, ma le decisioni sono degli arbitri. Fa parte del gioco. Non è la prima volta che non ricevo chiamate, e non sarà l’ultima.

Cooper Flagg

Parole che fotografano un approccio già maturo, confermato anche dai numeri: 7/10 ai liberi, solo la quinta gara stagionale in doppia cifra per tentativi dalla lunetta, nonostante una media di 4.5 liberi a partita.

Al di là del fischio mancato, il messaggio che arriva da Houston è chiaro: Cooper Flagg c’è, eccome. Attacca, prende responsabilità e non si tira indietro nei momenti pesanti. Le chiamate andranno e verranno, il suo impatto no. E Dallas sa di avere tra le mani qualcosa di molto serio.

Leggi anche

Failed to load data