Rich Paul e l’idea di una piattaforma social NBA

X avvicina fan e giocatori, ma spesso senza filtri. Rich Paul rilancia: serve una piattaforma NBA dedicata per distinguere informazioni verificate e fake news

Rich-Paul

La vita quotidiana ormai passa dai social: post, commenti, condivisioni, e il mondo NBA non fa eccezione, anzi. Tra fan, giocatori e giornalisti, X (ex Twitter) è diventato un vero e proprio terreno di scambio di informazioni, ma anche di disinformazione.

Rich Paul, agente di alcuni dei nomi più caldi della lega, ha sottolineato come la NBA avrebbe potuto approfittare dell’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk per creare uno spazio dedicato ai media verificati, dove notizie attendibili e opinioni ipotetiche – come quelle legate al fantasy basketball – fossero chiaramente distinte dai rumor e dai messaggi senza sostanza.

Dopo l’acquisto di Twitter da parte di Musk, la NBA avrebbe dovuto creare subito uno spazio riservato ai giornalisti verificati. Così i fan avrebbero potuto distinguere tra informazioni affidabili e non. Questo non significa che gli account verificati debbano sempre dire ciò che i fan vogliono sentirsi dire, ma non devono neppure diffondere informazioni completamente false o prive di sostanza. Alcune notizie possono essere ipotetiche, come nei fantasy basketball, ma vanno chiaramente distinte dalle invenzioni

Rich Paul via Podcast Game Over

Dopo le forti dichiarazioni su Austin Reaves, Paul torna quindi a parlare di un tema piuttosto delicato: X permette ai fan di sentirsi più vicini ai giocatori, anche se in alcuni casi si finisce per superare il limite con frasi e messaggi fuori luogo e non verificati.

La creazione di una piattaforma legata esclusivamente al mondo NBA permetterebbe di avere notizie costantemente aggiornate e verificate. Se l’idea di Rich Paul dovesse trovare consenso, potrebbe aprire la strada a un cambiamento profondo nel modo di comunicare di una delle leghe sportive più grandi al mondo.

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