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Un anno dalla trade per Luka Doncic: quanto sono cresciuti i Lakers?

Un anno dopo la trade per Luka Doncic, i Lakers fanno i conti con infortuni, aspettative e una chimica mai davvero testata. Il potenziale c’è, ma il tempo stringe.

Dodici mesi dopo una delle operazioni più clamorose della storia NBA, i Los Angeles Lakers tornano simbolicamente nel luogo in cui tutto ebbe una cornice quasi cinematografica: il Madison Square Garden.

Contro i New York Knicks non arriva il risultato (112-100 la sconfitta), ma la serata offre lo spunto perfetto per fare un bilancio di metà stagione a un anno dalla trade che ha portato Luka Doncic a Los Angeles.

La domanda è inevitabile: quanto sono più vicini al titolo i Lakers rispetto a febbraio 2024?

Sul parquet del Garden, Doncic fa il suo: 30 punti, 15 rimbalzi e 8 assist, numeri che raccontano una leadership ormai consolidata. A fine gara, però, lo sloveno tiene un profilo lucido, lontano da proclami.

Penso che siamo in una buona posizione. Ovviamente abbiamo ancora del lavoro da fare. Oggi abbiamo sbagliato tanti buoni tiri, ma credo davvero che questo sia un grande gruppo

Luka Doncic

Anche LeBron James, appena nominato All-Star Reserve, condivide l’ottimismo del compagno, pur senza nascondere le difficoltà strutturali vissute finora.

Questo gruppo mi piace. Abbiamo avuto ottimi momenti e altri meno buoni. Stiamo cercando di costruire qualcosa, ma è complicato farlo con tutti questi infortuni

LeBron James

Il riferimento è diretto e pesante: Austin Reaves, il terzo pilastro offensivo designato, è fuori ormai da settimane.

Il nodo Austin Reaves e una chimica mai davvero testata

Reaves ha saltato 19 partite consecutive per una lesione al polpaccio sinistro. Contro New York è stato valutato fino all’ultimo, salvo poi essere escluso poco prima della palla a due, come spiegato da JJ Redick.

È una situazione delicata, lo stiamo valutando giorno per giorno. Speriamo di averlo contro Brooklyn, ma deve sentirsi al 100%

JJ Redick

Un dato pesa più di tutti: Reaves, James e Doncic hanno condiviso il campo solo in 8 delle 48 gare stagionali. Troppo poco per capire quale sia il vero volto dei Lakers.

Non a caso LeBron sottolinea l’incertezza:

È difficile capire davvero chi possiamo essere

LeBron James

Un déjà-vu chiamato polpaccio

Doncic, che conosce bene questo tipo di infortunio dopo averne sofferto lui stesso all’arrivo a Los Angeles (22 gare saltate), mostra empatia e pragmatismo.

So quanto sia dura. Con il polpaccio non si scherza. La cosa più importante è che Austin torni solo quando sta bene. Lo aspettiamo

Luka Doncic

Record positivo, ma contesto diverso

Nonostante tutto, i numeri dicono che i Lakers sono 29-19, pienamente in corsa playoff a Ovest. Un anno fa, proprio dopo la vittoria sui Knicks, il record era 28-19. Apparentemente simile, ma il contesto è cambiato.

Ora il progetto ruota attorno a Doncic, non più a Anthony Davis, ceduto insieme a Max Christie e a una futura prima scelta per completare lo scambio con Dallas (insieme a Maxi Kleber).

Trade deadline alle porte

Con la trade deadline imminente, il front office potrebbe non fermarsi qui. Redick, però, invita a una lettura realistica.

Nessun roster è perfetto. Non esiste una squadra in cui ogni pezzo combacia alla perfezione. Quello che conta è come reagisci agli alti e bassi

JJ Redick

E la risposta, secondo l’Head Coach dei Lakers, è stata incoraggiante:

Nell’ultimo mese i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro, giocando l’uno per l’altro e producendo buon basket

JJ Redick

Il verdetto provvisorio

A un anno dalla trade per Luka Doncic, i Lakers non sono ancora una certezza da titolo, ma nemmeno un progetto incompiuto. La sensazione è quella di una squadra sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare, in attesa di vedere finalmente il trio al completo… e di capire se dal mercato arriverà l’ultima tessera del puzzle.

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