NBA Europe sbarca a Roma? Luka Doncic coinvolto nel progetto

Roma è pronta a tornare ai massimi livelli: una cordata americana guidata da Donnie Nelson, con Luka Doncic tra i soci, avrebbe già in mano il diritto sportivo di Cremona. Sullo sfondo c’è NBA Europe

Luka Doncic NBA Europe Lakers

Roma si prepara a riabbracciare il basket che conta. Dopo anni di voci, tentativi e suggestioni mai concretizzate, questa volta il progetto sembra avere basi solide, nomi pesanti e una visione che guarda ben oltre i confini italiani.

Come riportato da Gazzetta dello Sport, una cordata americana guidata da Donnie Nelson sta lavorando per riportare Roma in Serie A, con Luka Doncic indicato tra i soci e il progetto NBA Europe come orizzonte strategico.

Dal 9 dicembre 2020, giorno del ritiro della Virtus Roma dalla Serie A, la Capitale è rimasta senza rappresentanza nel massimo campionato. Oggi Roma non compare nemmeno in A2: per trovare il basket nazionale bisogna scendere fino alla Serie B Nazionale, con Luiss Roma e Virtus Roma 1960. Un vuoto che, secondo quanto filtra dagli ambienti federali, è destinato a essere colmato a breve.

L’accordo per il diritto sportivo di Cremona

La differenza rispetto al passato è tutta nei fatti. La cordata guidata da Nelson si è presentata alle istituzioni cestistiche con un precontratto già firmato per l’acquisto del diritto sportivo di Cremona, società ormai vicina alla salvezza. Un passaggio chiave che rende l’operazione concreta e immediata, non più legata a ipotesi o progetti a lungo termine.

A capo del gruppo c’è Donnie Nelson, 63 anni, ex general manager dei Dallas Mavericks e figlio di Don Nelson, leggenda NBA. Visionario, tra i primi dirigenti americani a guardare all’Europa, Nelson è stato l’uomo che ha puntato su Steve Nash, ha scelto Dirk Nowitzki e ha poi scommesso su Luka Doncic, anticipando tutti.

Doncic c’è, Nowitzki per ora no

Proprio l’ex Mavs è uno dei nomi più forti emersi nelle interlocuzioni italiane. A confermarlo indirettamente è stato anche Marc Stein, che ha riportato l’esistenza di un gruppo di investitori, con Luka Doncic come nome di punta, pronto a chiudere per una franchigia potenzialmente basata a Roma, anche in ottica NBA Europe.

Diversa, almeno per ora, la posizione di Dirk Nowitzki. Il suo portavoce Scott Tomlin ha precisato che l’ex stella tedesca non fa parte del gruppo di investitori, smentendo le indiscrezioni iniziali. Questo non cambia però il peso simbolico dell’operazione, che resta fortemente legata all’universo Mavericks e alla rete costruita da Nelson in oltre vent’anni di NBA.

Le quote e i nomi degli investitori principali non sono noti, ma all’interno dell’ambiente viene riconosciuta alla cordata una grande disponibilità economica. Non sarebbe un’eccezione: da LeBron James e Kevin Durant nel calcio, fino a Tony Parker all’Asvel, l’investimento diretto di star NBA in club professionistici è una pratica ormai consolidata.

Kaukenas uomo chiave in Italia

Figura centrale del progetto è Rimantas Kaukenas, presentato in Federazione come referente italiano di Nelson. Dieci stagioni in Italia da giocatore, cinque scudetti con Siena, 48 anni, Kaukenas ha già esperienza dirigenziale come presidente dei Wolves di Vilnius ed è una vera istituzione del basket lituano.

Nel gruppo di lavoro compare anche Roberto Carmenati, storico scout internazionale dei Mavericks, ulteriore segnale di un progetto costruito con competenze profonde e conoscenza del panorama europeo.

I primi movimenti risalgono allo scorso ottobre, ma è nelle ultime settimane che colloqui e incontri si sono intensificati, sia sul piano sportivo sia su quello infrastrutturale.

Dal PalaEur al Foro Italico: il piano per l’impianto

Sul fronte palazzetto, la società di Nelson ha già incontrato Eur Spa, proprietaria del PalaEur, trovando un accordo pluriennale per iniziare a giocarvi dalla prossima stagione. Una soluzione ponte, in attesa del completamento dei lavori di copertura del Centrale del Tennis al Foro Italico, che porterà l’impianto a 13.500 posti.

Sport e Salute ha indicato la conclusione dei lavori a metà 2027, anche se i tempi restano soggetti a possibili slittamenti. L’idea è chiara: partire subito, crescere senza fretta e traslocare al Foro quando sarà pronto.

NBA Europe e il ruolo strategico di Roma

Il vero motivo che rende Roma così appetibile è però un altro. Sullo sfondo c’è NBA Europe, il nuovo campionato continentale organizzato dalla NBA, annunciato per la stagione 2027/28. Un progetto da 16 squadre, con 12 licenze permanenti, pensato per affiancarsi (e in parte competere) con l’attuale Eurolega, con logiche diverse e un forte richiamo commerciale.

Nei piani emersi finora, l’Italia sarà, molto probabilmente, presente con Milano e Roma. A gennaio, a Londra, Olimpia Milano e Milan hanno partecipato all’incontro con gli stakeholder interessati. Su Roma si era mosso anche Paul Matiasic, proprietario di Trieste, ma nelle ultime settimane la sua presenza nella partita romana sembra essersi raffreddata.

I club locali, intanto, restano alla finestra, pronti a fare sistema con chi riuscirà a portare a casa l’operazione. Anche un eventuale slittamento di un anno della nuova lega non cambierebbe la sostanza: tutto è in movimento.

Il prossimo snodo sarà questo weekend, in occasione dell’All Star Game di Los Angeles, dove la NBA – che sta valutando anche un’espansione interna – incontrerà tutti i soggetti interessati. Roma osserva, attende, e per una volta ha buoni motivi per crederci.

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