La, nostra, verità su Trae Young: era davvero il problema degli Hawks?

Analizziamo numeri, vittorie e gioco collettivo: ecco perché Trae Young non era l’unico problema degli Atlanta Hawks

Trae Young esulta in maglia Atlanta Hawks

La trade che ha mandato Trae Young agli Washington Wizards in cambio di CJ McCollum e Corey Kispert non è stata solo una delle mosse più discusse della stagione NBA 2025-26: è stata, soprattutto, una dichiarazione di intenti.

Dopo quasi otto stagioni, Atlanta ha chiuso il capitolo con il volto della franchigia, rinunciando ad un quattro volte All-Star per rinfrescare identità, ritmo e struttura di squadra.

La domanda che resta sospesa, però, è una sola – semplice nella forma, complessa nella sostanza: Trae Young era davvero il problema degli Hawks?

I numeri con Trae Young: Talento ed instabilità

Limitandosi ai fatti, l’ultima stagione di Young ad Atlanta è stata frammentata e poco lineare. Nella stagione 2025-26 ha disputato solo 10 partite, chiuse con un record di 2-8, solo il 20% di vittorie, contro un record positivo – sopra il 50% – di 24-22 senza di lui. Le cifre individuali – 19.3 punti e 8.9 assist – restano buone, ma sotto le sue medie in carriera (25.2 punti e 9.8 assist).

Non sono solo le – poche – vittorie a parlare, i dati ci dicono che con Young in campo, l’attacco degli Hawks produceva – ed ha continuato a produrre – a livelli simili rispetto alle partite senza di lui, con un Offensive Rating di 116.0 con Trae, e di 114.6 senza di lui.

La difesa invece crollava, con un Defensive Rating tra i peggiori della lega (122.1) a fronte di un netto miglioramento nelle 46 partite senza di lui (114.8).

Il gioco diventava più statico, fortemente dipendente dal suo tempo palla in mano e dagli isolamenti.

Non è un’anomalia limitata a questa stagione

Dalla stagione 2023-24 in poi, gli Hawks hanno una percentuale di vittorie più bassa con Young in campo (42,9%) rispetto alle gare giocate senza di lui (52,5%), con il gioco che diventava più statico, fortemente dipendente dal suo tempo palla in mano e dagli isolamenti.

Senza Trae, Atlanta ha trovato più equilibrio, mostrando una versione diversa nei suoi mesi di assenza per infortunio:

  • record 13-9 prima del suo rientro;
  • top-10 NBA per punti segnati;
  • 13ª difesa della lega;
  • prima per assist totali e assist ratio.

Numeri che raccontano di un attacco più fluido, meno dipendente dalle individualità e più basato su circolazione di palla e responsabilità condivise. Anche le percentuali al tiro non sono crollate, suggerendo che un sistema basato sul collettivo potesse compensare l’assenza di un playmaker puro.

Al rientro di Young invece, la tendenza si è invertita: la difesa è precipitata e l’equilibrio costruito nelle settimane precedenti si è progressivamente perso.

Una nuova identità

La cessione di Trae non è stata uno smantellamento, ma una ridistribuzione delle responsabilità. CJ McCollum è un profilo di scorer più off-ball, meno accentratore e più compatibile con una struttura corale, Corey Kispert contribuisce a migliorare le spaziature, ma soprattutto si è scelto di affidare a Jalen Johnson e Dyson Daniels un maggior peso nell’economia della squadra.

I risultati non sono lineari – com’è normale in una fase di transizione – e la risposta, non è binaria. Sì, Trae Young era parte del problema, nel contesto specifico di Atlanta di un roster ancora incompleto, che non poteva permettersi di sostenerlo sui due lati del campo e crescere assieme a lui. 

No, la trade non è stata una bocciatura del talento di Young, che rimane un All-star, bensì l’ammissione che quel progetto, così com’era costruito, basato su un accentramento eccessivo della palla nelle mani di un solo giocatore, non stava funzionando.

Cosa c’è nel futuro degli Hawks?

Gli Hawks di oggi sono una squadra sì in transizione – come già detto – ma con una direzione più definita, e per una franchigia che vuole smettere di galleggiare tra play-in ed incompiutezza, ripartire dall’identità – prima ancora che dal talento – è una scelta che merita di essere osservata con attenzione, con un futuro tutto ancora da scrivere.

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