Chris Paul annuncia il ritiro: “Dopo 21 anni lascio il basket”

Chris Paul annuncia il ritiro dall’NBA dopo 21 stagioni: si chiude la carriera di una delle point guard più influenti e intelligenti della storia moderna

Chris Paul

Dopo 21 stagioni ai massimi livelli, una delle menti cestistiche più brillanti della storia NBA ha deciso di fermarsi. Chris Paul ha annunciato il proprio ritiro dall’NBA con un messaggio pubblicato sui social, chiudendo ufficialmente una carriera che ha attraversato più di due decenni e diverse ere del basket professionistico.

È tutto. Dopo 21 anni lascio il basket. Mentre sto scrivendo mi è difficile sapere come sentirmi, e i più saranno sorpresi, non ho la risposta. Ma, pù di tutto, mi sento pieno di felicità e gratitudine…

Chris Paul

Parole semplici, ma definitive. Il “Point God” aveva già lasciato intendere che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, ma l’annuncio arrivato nel primo giorno dell’All-Star Weekend ha sancito la fine di un percorso irripetibile.

Una carriera NBA da Hall Of Fame

A 40 anni, Paul lascia il basket giocato con un palmarès che lo colloca stabilmente tra le migliori point guard di sempre:

  • 12 convocazioni all’All-Star Game
  • 11 presenze nei quintetti All-NBA
  • 9 selezioni All-Defensive
  • Rookie of the Year 2006
  • 2 ori olimpici
  • Membro del NBA 75th Anniversary Team

Dal punto di vista statistico, il suo nome è scolpito nella storia: secondo di sempre per assist (12.552) e recuperate (2.728), primo giocatore a superare 20.000 punti e 10.000 assist in carriera, traguardo poi raggiunto anche da LeBron James e Russell Westbrook.

Numeri che raccontano solo in parte l’impatto di un giocatore che ha fatto del controllo del ritmo, della lettura del gioco e della competitività ossessiva il proprio marchio di fabbrica.

L’ultimo capitolo e la scelta definitiva

Negli ultimi mesi Paul era finito al centro di movimenti di mercato complessi. Dopo la separazione dai Los Angeles Clippers, è stato coinvolto in una trade che lo ha portato ai Raptors, squadra che ha poi deciso di tagliarlo senza mai impiegarlo.

A quel punto si è aperta una domanda inevitabile: provare un’ultima corsa al titolo con un’altra contender o chiudere qui?
La risposta è arrivata senza ambiguità.

Paul ha spiegato più volte come, negli ultimi anni, il peso maggiore non fosse fisico ma personale: eventi familiari persi, tempo sottratto ai figli, sacrifici accumulati stagione dopo stagione.

Ho odiato non poter essere presente in certi momenti della vita dei miei bambini. Ora è il momento giusto per riequilibrare tutto… è arrivato il momento di esserci per gli altri, in modi diversi

Chris Paul

Il peso specifico fuori dal campo

Ridurre la legacy di Chris Paul a ciò che ha fatto sul parquet sarebbe incompleto. Da presidente della NBPA, è stato una figura chiave nei momenti più delicati dell’NBA moderna: dalla gestione della bolla nel 2020, alle trattative sui contratti collettivi, fino all’impegno su temi sociali e sul rafforzamento del legame tra NBA e HBCU.

Non a caso, nel comunicato ufficiale, il commissioner Adam Silver ha sottolineato il suo ruolo istituzionale:

Chris Paul è stato uno steward del nostro sport. La sua leadership è stata essenziale per la crescita della lega dentro e fuori dal campo

Adam Silver

Un’eredità che va oltre l’anello mancante

C’è un dato che accompagnerà sempre il racconto della sua carriera: l’anello NBA mai conquistato. Ma fermarsi a questo sarebbe un errore di prospettiva.

Paul è stato il volto di diverse franchigie, l’architetto dei migliori anni dei Clippers, una guida per giovani e veterani, uno dei pochissimi a giocare 21 stagioni NBA. Ha superato i 400 milioni di dollari di guadagni in carriera ed è già nella Hall of Fame come membro del Redeem Team olimpico del 2008.

L’ingresso individuale arriverà presto. Senza discussioni.

Il basket farà per sempre parte del DNA della mia vita. È stato un privilegio enorme, con tante responsabilità. Le ho accettate tutte

Chris Paul

Il suo ultimo match NBA, giocato a dicembre, è passato quasi inosservato. Ma il suo impatto, quello no: resterà a lungo come riferimento per chiunque pensi che una point guard possa dominare il gioco con la testa prima ancora che con il talento.

Leggi anche

Loading...