NBA All-Star Game, Anthony Edwards è l’MVP: “Merito di Wembanyama”
Il nuovo format a tre squadre ridà intensità all’All-Star Game NBA: Anthony Edwards è MVP, ma l’atteggiamento di Wembanyama cambia il tono della serata
A Inglewood, in California, l’All-Star Game NBA cambia pelle e ritrova competitività. Niente più classica sfida Est contro Ovest: la lega ha scelto una formula a tre squadre e mini-partite da 12 minuti, trasformando l’evento in un torneo rapido e ad alta tensione. Il risultato? Ritmi più alti, difese vere e protagonisti che hanno preso la serata sul serio.
A guidare il cambiamento, secondo Anthony Edwards, sono stati due fattori chiave: il nuovo format e l’atteggiamento di Victor Wembanyama.
Anthony Edwards è l’MVP
Il volto della serata è stato Anthony Edwards, guardia dei Minnesota Timberwolves, autore di 32 punti (13/22 al tiro), 9 rimbalzi e 3 assist. Una prestazione che gli è valsa 10 voti su 14 per il premio di MVP, superando anche la candidatura forte di Kawhi Leonard davanti al pubblico di casa.
Edwards ha indicato chiaramente chi ha acceso la scintilla:
Wembanyama ha dato il tono. È stato competitivo fin dall’inizio. Mi ha svegliato, senza dubbio
Anthony Edwards
Nel primo match del torneo, contro il Team World, Edwards ha risposto colpo su colpo al lungo francese, infilando anche la tripla del pareggio che ha portato la sfida all’overtime. Nel supplementare – deciso al raggiungimento dei 5 punti – è stata la tripla di Scottie Barnes a regalare il 37-35 al Team Stars.
Per Edwards, però, la vittoria più significativa non è stata quella finale.
Dicono di essere i migliori giocatori del mondo. Batterli è la sensazione più bella che ci sia
Anthony Edwards
Victor Wembanyama accende la sfida
Il centro dei San Antonio Spurs, Victor Wembanyama, ha chiuso la prima gara con 14 punti, 6 rimbalzi e 3 stoppate, chiarendo fin da subito che per lui non sarebbe stata una semplice passerella priva di intensità.
Dopo la tripla decisiva subita nel finale, è rientrato in panchina visibilmente frustrato, come in una partita di regular season. Un atteggiamento che raramente si era visto nelle ultime edizioni dell’All-Star Game.
È un gioco che amo e che considero speciale. Essere competitivo è il minimo che possa fare
Victor Wembanyama
Il suo approccio ha alzato l’asticella per tutti.
Kawhi Leonard show all’Intuit Dome: 31 punti in 12 minuti
Nel terzo match è salito in cattedra Kawhi Leonard, trascinando il Team Stripes alla vittoria 48-45 sul Team World con una prova irreale: 31 punti in 12 minuti, 11/13 dal campo, 6/7 da tre.
Il pubblico dell’Intuit Dome – casa dei Los Angeles Clippers – ha esultato per il proprio leader, inserito nel roster come sostituto per infortunio.
Sono felice che Adam Silver mi abbia dato questa opportunità. Il pubblico voleva vedere questo
Kawhi Leonard
Anche gli avversari sono rimasti impressionati. Scottie Barnes ha ammesso di averlo guardato “con stupore”, mentre Edwards gli ha scherzosamente detto prima della finale: “Devi calmarti”.
Finale senza storia: giovani americani dominanti
L’atto conclusivo tra Team Stars e Team Stripes è stato a senso unico: 47-21 per i giovani americani. Edwards ha aggiunto 8 punti, mentre Leonard ha chiuso con una serata molto meno brillante.
Il nuovo format – tre squadre (giovani USA, veterani USA, resto del mondo) e partite brevi da 12 minuti – sembra aver centrato l’obiettivo: aumentare l’intensità.
Anche Kevin Durant ha promosso l’esperimento:
È stato un passo avanti sul piano della competitività rispetto all’anno scorso. Kawhi è stato incredibile, Ant pure. Abbiamo fatto quello che i tifosi volevano
Kevin Durant
All-Star Game NBA: il nuovo format funziona davvero?
Il tema ora è uno: continuare così o tornare alla tradizione Est contro Ovest?
Edwards ha detto che riproporrebbe questa formula anche il prossimo anno a Phoenix, convinto che le partite brevi e la divisione in tre squadre stimolino l’orgoglio individuale.
Leonard, invece, apre al ritorno al passato:
Se i giocatori hanno dimostrato di poter competere, anche Est-Ovest funzionerebbe. L’importante è catturare l’attenzione del pubblico
Kawhi Leonard
Dopo anni di critiche per partite senza difesa e punteggi irreali, questa edizione ha dato segnali diversi: più energia, più tensione, più voglia di vincere.
E forse è proprio questo il vero successo della serata.