3 motivi per cui dobbiamo chiedere scusa a Rudy Gobert
In un clima sportivo di giustizia ed ammissione di colpa, dalle viralità delle scuse di Bastoni a quelle di Draymond Green ai tempi della vicenda Poole, anche a tanti di noi tocca chiedere scusa a Rudy Gobert
Ogni anno è la stessa storia: Rudy Gobert finisce nel mirino. C’è chi mette in discussione i suoi premi di Difensore dell’Anno, chi gli rinfaccia le difficoltà ai playoff, chi sostiene che non faccia davvero la differenza quando conta.
Eppure la stagione 2025-26 sta raccontando qualcosa di diverso. Meno rumore, più sostanza. Meno narrativa, più numeri. E forse è proprio qui che nasce una rivalutazione che in pochi si aspettavano.
L’impatto Difensivo di Gobert: Defensive Win Shares
Se si guarda alle statistiche difensive avanzate – tra i lunghi che hanno giocato almeno 20 partite con 20 minuti di media da Centri – Gobert conferma il suo impatto difensivo, soprattutto sotto canestro:
Con un valore di DWS di 0.141, si colloca al 3° posto, dietro solo ad Holmgren (0.168) ed Hartenstein (0.142), non a caso, entrambi giocatori di OKC, che godono del roster più solido della lega. E davanti a giocatori come Wembanyama (0.135), Queta (0.132), Mobley (0.130), Adebayo (0.128), Duren (0.124) e Jackson Jr. (0.112). Non a caso, la sua presenza diminuisce la percentuale di tiri segnati all’interno dell’arco dagli avversari, dal 57.5% al 50.4%.
Il Defensive Rating ed il Confronto con gli altri Roster
Il Defensive Rating medio della lega si aggira attorno a 114, con i Thunder al 1° posto (106.3) ed i Jazz all’ultimo (121.0). I Minnesota Timberwolves occupano la settima posizione, con un DRtg di 112.4 ma è analizzando l’impatto di Gobert che i numeri diventano interessanti. Al momento della scrittura di questo articolo, Gobert ha messo piede sul parquet per 1689 minuti, in cui i Timberwolves hanno registrato un Defensive Rating di 109.8 – che li collocherebbe al terzo posto nella lega – mentre nei 1014 minuti senza di lui, questo crolla a 119.1, portandoli virtualmente tra le 4 peggiori squadre.
Questi numeri raccontano di un Gobert che porta solidità e stabilità, influenzando attivamente i possessi avversari, costringendo a tiri meno efficienti, e della propria squadra, aumentando le possibilità di transizione.
Le Critiche ed il suo Punto Debole
Tra le maggiori critiche mosse a Gobert, quelle sul suo scarso impatto offensivo, tempo fa Shaq stesso – sempre incoraggiante nei confronti dei lunghi di quest’era cestistica – dichiarò nel corso del suo podcast in una puntata coi gemelli Morris:
Io odio Rudy Gobert, perché quel figlio di… guadagna 250 milioni di dollari e non se lo merita […] se guadagni così tanto, devi giocare come un fot***o lungo
Shaquille O’Neal
Benché le qualità offensive non siano di certo il piatto forte della casa, con Gobert in campo Minnesota ha un Offensive Rating di 117.6, che migliora sensibilmente arrivando a 119.2 senza di lui. Questo incremento, da mettere in conto quando si valuta il giocatore, ci porta ad un differenziale quasi nullo (0.1) nel Net Rating: senza Gobert in campo, i Timberwolves segnano la stessa quantità di punti che subiscono.
La sua presenza invece, garantisce un Net Rating positivo di +7.85, che lo colloca tra i primi 8 centri titolari della lega, dietro solo ai centri di squadre ben più solide e stabili in classifica come Thunder, Celtics, Nuggets, Pistons, Spurs e Knicks.
Qual è quindi il reale valore di Gobert
Uno dei motivi principali che ha portato non poche antipatie nei suoi confronti è il suo valore, o meglio, il valore che gli hanno attribuito: il suo prezzo. Sicuramente Gobert non ha rispecchiato quello che ci si sarebbe aspettato da un centro pagato 38 milioni di dollari nel 2022, al momento della trade.
L’incremento di salari e del cap della lega però, ammorbidisce gli attuali 35 milioni percepiti, ma non può addolcire l’amara verità: ottenere Gobert è costato a Minnesota comprimari come Patrick Beverley, Malik Beasley, Jarred Vanderbilt e Leandro Bolmaro, ma soprattutto i diritti al draft di Walker Kessler, 4 prime scelte future, tra cui la 2023 che si è trasformata in Keyonte George – ed una pick swap al primo turno nel 2026.
Immaginando l’ipotetico quintetto dei Timberwolves, sostituendolo coi soli Kessler e George, potremmo parlare di una squadra forse ancor più attrezzata, guidata da Edwards, capace di colmare proprio quel gap che continua a separarla dalle principali contender.
Perchè gli dobbiamo delle scuse
Quali sono quindi i 3 motivi per cui dobbiamo chiedere scusa a Rudy Gobert?
- È facile giudicare un giocatore solo dai punti segnati o dalle statistiche, ma centri difensivamente affidabili oggi sono merce rara: da Anthony Davis e la sua fragilità, a Myles Turner e le sue difficoltà a rimbalzo, passando per i giovani Edey e Kessler appunto, ognuno con le proprie lacune
- La stagione 2025‑26 mostra come, anche a 33 anni, riesca a dare il suo contributo avendo un impatto importante nel sistema della squadra
- Se ambasciator non porta pena, un giocatore non ha – quasi mai – colpa per quanto una squadra sia disposta a cedere per ottenerlo, se non in rari casi
Nonostante possibili antipatie, dichiarazioni e premi di Defensive Player of the Year non sempre condivisibili, almeno per quanto riguarda la stagione 2025-26, non possiamo esimerci dal riconoscere il lavoro svolto sul campo dal francese, ed osservare quello che sarà il percorso di questo gruppo nella seconda metà della regular season e, chissà, ai playoff.