La Tripla Doppia da MVP di Jokic non basta ai Nuggets: “Ho bisogno di tempo”

I Warriors, privi delle loro stelle, piegano i Nuggets con ritmo e intensità. La tripla doppia da 35 punti di Jokic non evita il ko

Nikola Jokic Golden State Warriors

Al Chase Center di San Francisco, i Golden State Warriors firmano una delle vittorie più sorprendenti della loro stagione: 128-117 contro i Denver Nuggets, nonostante una prestazione gigantesca di Nikola Jokic da 35 punti, 20 rimbalzi e 12 assist. Una tripla doppia da MVP che però non è bastata.

La particolarità? Golden State era priva dei suoi quattro giocatori più pagati, per un totale di oltre 170 milioni di dollari di salari stagionali lasciati ai box.

Warriors senza stelle, ma con identità

Fuori per infortunio Jimmy Butler (stagione finita per rottura del crociato), ancora indisponibile Stephen Curry per un problema al ginocchio, assente all’ultimo per malattia Kristaps Porzingis e forfait nel pre-partita per Draymond Green a causa di un irrigidimento alla schiena.

Una situazione che avrebbe potuto affossare chiunque. Non Golden State.

La squadra di Steve Kerr ha cambiato pelle, puntando su ritmo alto e pressione costante contro una Denver visibilmente affaticata, alla terza trasferta in quattro giorni dopo la pausa per l’All-Star Game.

Il piano era semplice: tenerli sotto pressione e farli correre. Eravamo riposati, loro no. Si è visto

Steve Kerr

Il risultato? 15 triple nel solo primo tempo e un vantaggio costruito con lucidità contro una difesa dei Nuggets in ritardo sulle rotazioni.

Horford sorprende Denver, Jokic costretto a uscire dall’area

Con Green fuori all’ultimo minuto, Kerr ha inserito Al Horford in quintetto. Una mossa che ha sparigliato le carte.

Il lungo ha colpito con due triple nei primi 76 secondi, tre nel primo quarto e sei in totale, punendo sistematicamente Jokic quando si allontanava troppo dall’area. Per lui 22 punti, massimo in maglia Warriors.

È stato destabilizzante. Il piano partita era completamente diverso

David Adelman

Golden State ha sfruttato la capacità di Horford di aprire il campo, costringendo Jokic a difendere lontano dal ferro e togliendogli energie preziose.

Brandin Podziemski cambia la partita nel quarto periodo

Dopo tre quarti difficili (1/10 al tiro), Brandin Podziemski ha completamente ribaltato la narrativa della gara.

Nel quarto periodo ha segnato tutti e sei i suoi tiri, producendo 15 punti, 8 rimbalzi e 2 assist in appena 12 minuti. Tre canestri pesantissimi hanno chiuso definitivamente i conti.

Chiude con 18 punti, 15 rimbalzi e 9 assist: forse la sua prestazione più significativa in una terza stagione NBA fin qui altalenante.

È un giocatore estremamente versatile. Stiamo cercando il giusto equilibrio per lui: creare senza monopolizzare il pallone

Steve Kerr

Un equilibrio che domenica è stato trovato nel momento più importante.

Jokic dominante, ma ancora in rodaggio

Per Jokic si tratta della decima gara dal rientro dopo 16 partite saltate per un’iperestensione al ginocchio. I numeri sono impressionanti, ma l’impatto nel finale è stato limitato: 3 punti, 1 rimbalzo, appena due tiri negli ultimi sei minuti, con Denver battuta di 11 nel parziale conclusivo.

Non mi era mai capitata una situazione del genere. Prima dell’infortunio mi sentivo benissimo. Ho bisogno di tempo, più del solito

Nikola Jokic

Statisticamente dominante. Strategicamente contenuto. E nel momento decisivo, meno incisivo del previsto.

Leggi anche

Loading...