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Stephen Curry restringe la sneaker free agency: ANTA sfida Nike e adidas

La sneaker free agency di Curry entra nella fase decisiva: tre marchi restano in corsa e ANTA, pronta a investire per portare il due volte MVP al centro del mercato asiatico

La stagione di Stephen Curry è ferma da fine gennaio per un infortunio al ginocchio, ma fuori dal parquet il numero 30 dei Golden State Warriors resta al centro di una delle trattative più intriganti dell’ultimo ventennio nel mondo delle sneaker NBA.

Dopo la separazione improvvisa con Under Armour nel novembre 2025, la sua sneaker free agency è diventata un vero caso globale.

Secondo quanto riportato da Drew London di Sole Retriever, Curry avrebbe ristretto la lista a tre marchi finalisti. Tra questi, c’è ufficialmente ANTA, mentre gli altri due nomi non sono stati rivelati. Una notizia che cambia gli equilibri di un mercato in fermento.

Stephen Curry e la fine dell’era Under Armour

La rottura tra Curry e Under Armour ha sorpreso l’intero settore. L’accordo aveva dato vita a Curry Brand, trasformando il due volte MVP in uno degli atleti più influenti nell’industria delle calzature sportive.

Da novembre, però, il playmaker ha iniziato a indossare modelli di diversi brand, rendendo omaggio alla cultura sneaker e alla storia del basket. Una strategia che ha alimentato speculazioni e acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori.

A novembre, Curry aveva lanciato un messaggio chiaro:

Tutti devono stare all’erta. Sto chiamando chiunque. Cerco il prodotto giusto

Stephe Curry

ANTA tra i tre finalisti

Il nome che oggi fa più rumore è quello di ANTA, colosso cinese dell’abbigliamento sportivo. Il brand non si è limitato a un semplice corteggiamento: ha inviato a Curry diversi modelli, arrivando persino a realizzare una versione player exclusive della ANTA SV Eclosion Type 2 con il logo Curry Brand sul tallone.

Un segnale forte, che va oltre la semplice operazione di marketing.

Dal punto di vista economico, ANTA rappresenta una potenza globale con una capitalizzazione di circa 30 miliardi di dollari. Per comprendere la portata del marchio: conta circa 12.000 store in Asia, contro i circa 2.500 negozi Foot Locker nel mondo.

Curry ha già una fanbase enorme nel mercato asiatico. Una partnership con ANTA potrebbe amplificare ulteriormente la sua influenza commerciale, aprendo scenari senza precedenti.

Il precedente Klay Thompson e il fattore Kyrie Irving

ANTA ha dimostrato di non avere limiti negli investimenti. A febbraio ha firmato l’ex compagno di Curry, Klay Thompson, con un accordo a vita. Una mossa che certifica la volontà del brand di dominare il segmento basketball.

Ma c’è un altro elemento chiave: Kyrie Irving. Il playmaker dei Dallas Mavericks ha firmato con ANTA nel luglio 2023 un contratto quinquennale, assumendo anche il ruolo di Chief Creative Officer di ANTA Basketball. Una partnership rivelatasi estremamente redditizia per entrambe le parti.

Un eventuale ingresso di Curry nello stesso ecosistema potrebbe creare una concentrazione di star senza precedenti sotto un unico marchio.

Nike o adidas? Le alternative restano sul tavolo

Molti tifosi sognano un ritorno a Nike o una nuova avventura con Adidas, ma la scelta finale non dipenderà solo dal prestigio del brand. Struttura del contratto, controllo creativo, distribuzione globale e margini di crescita nel mercato asiatico peseranno in modo determinante.

Curry non sta semplicemente cercando uno sponsor: sta valutando il prossimo capitolo del proprio impatto nel business del basket.

Una decisione che può ridisegnare il mercato sneaker NBA

La free agency di Curry viene già accostata, per risonanza mediatica, a quella vissuta da Kobe Bryant nei primi anni 2000.

Ora la palla passa a Curry. La sensazione è che non si tratti solo di firmare un contratto, ma di scegliere dove scrivere il prossimo capitolo della propria impronta nel mondo sneaker. E quando arriverà l’annuncio, difficilmente sarà una notizia qualunque.

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