Carlisle attacca la NBA dopo la multa da 100mila dollari: “Ridicolo!”

Rick Carlisle ha criticato pubblicamente la NBA per la multa da 100.000 dollari inflitta agli Indiana Pacers per violazione della player participation policy

Rick Carlisle Pacers

Rick Carlisle ha contestato apertamente la decisione della NBA di multare gli Indiana Pacers per 100.000 dollari in seguito a una presunta violazione della player participation policy.

Durante il suo intervento settimanale alla radio locale 107.5 The Fan, il coach ha dichiarato che gli investigatori della lega non avrebbero parlato con i medici della squadra né con i giocatori prima di emettere la sanzione:.

L’avvocato della lega che stava facendo l’intervista, ha deciso in modo unilaterale che Aaron Nesmith, che si era infortunato la sera prima e non riusciva a tenere la palla, avrebbe dovuto giocare la partita, il che sembra semplicemente ridicolo

Rick Carlisle a 107.5 The Fan

Carlisle ha sottolineato come la franchigia avesse proposto agli investigatori di parlare con i medici ed i giocatori per chiarire la situazione clinica, ma che la richiesta sarebbe stata rifiutata.

Ha inoltre definito “sorprendente” il fatto che durante il colloquio fosse stata avanzata l’ipotesi di valutare un trattamento per permettere a Nesmith di scendere in campo:

Abbiamo chiesto se volessero confrontarsi con i nostri medici, visto che si tratta di una situazione documentata e seguita dal nostro staff sanitario e dai nostri preparatori. Ci è stato risposto che non era necessario. Hanno preferito fare riferimento ai loro medici, che però non hanno mai visitato Aaron Nesmith

Rick Carlisle a 107.5 The Fan

La versione della NBA, però, è differente. In una nota ufficiale, la lega ha definito “imprecisa” la ricostruzione fornita da Carlisle, spiegando che la revisione medica sarebbe stata guidata da un medico indipendente.

La descrizione fatta da Coach Carlisle del processo che ha portato alla decisione di multare gli Indiana Pacers è imprecisa. Un medico indipendente ha condotto la revisione medica. Inoltre, il direttore generale dei Pacers e vicepresidente della squadra, responsabile della medicina sportiva e delle prestazioni, sono stati intervistati come parte del processo

NBA

Secondo la NBA, sarebbe stata la stessa franchigia a comunicare che non fosse necessario organizzare un’intervista con Rick Carlisle o con un medico della squadra.

I Pacers hanno confermato di aver fornito tutte le informazioni richieste dalla lega e la squadra ha riferito che non era necessario un colloquio con coach Carlisle o con un medico della squadra

NBA

La vicenda aggiunge così nuova tensione al rapporto tra franchigie e lega in merito all’applicazione della player participation policy, tema sempre più centrale nella gestione degli infortuni e del load management.

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