Doncic rinuncia alla tripla e Lakers ko, Redick: “Siamo un work in progress”
Una tripla non presa da Doncic e un rimbalzo offensivo decisivo condannano i Lakers. Redick fotografa il momento della squadra
Una partita punto a punto, decisa da un rimbalzo offensivo e da una scelta nell’ultimo possesso. La sfida tra Los Angeles Lakers e Orlando Magic alla Crypto.com Arena ha confermato la tendenza degli incroci recenti: equilibrio fino all’ultimo secondo. Stavolta, però, a sorridere sono stati gli Orlando Magic, capace di imporsi 110-109 grazie al tap-in decisivo di Wendell Carter Jr..
Nel post partita, JJ Redick ha fotografato la situazione con poche parole:
Siamo un work in progress
JJ Redick
Una frase semplice, ma pesante, che racconta lo stato attuale di una squadra ancora lontana dalla sua versione definitiva.
Finale amaro: occasione sprecata nel possesso decisivo
Nel quarto periodo i Lakers avevano dato l’impressione di poterla chiudere. Dopo una disattenzione difensiva dei Magic, LeBron James ha trovato spazio per una schiacciata in campo aperto che valeva il 109-108. Momentum dalla parte gialloviola, pubblico in piedi, inerzia girata.
Poi è arrivata la beffa. Sul tiro dalla media sbagliato da Paolo Banchero Wendell Carter Jr. è il più rapido di tutti: mano sul pallone, appoggio al vetro e canestro che decide la partita. Eppure un’ultima chance c’era.
Nel possesso finale Luka Doncic sceglie di non prendersi la tripla e scarica su LeBron James, che si ritrova costretto a inventarsi un tiro complicatissimo. Il pallone non entra, e con lui svanisce anche la possibilità di ribaltarla.
JJ Redick ha spiegato così l’ultima azione offensiva dei suoi:
Abbiamo chiamato uno schema per dare a Luka un buon tiro. Pensavo avessimo costruito una soluzione pulita
JJ Redick
Il riferimento è a Luka Doncic, che per due volte ha rinunciato alla tripla potenzialmente decisiva. Lo sloveno non si è nascosto:
Sì, ero libero. Ma mi sembrava di essere un po’ troppo lontano
Luka Doncic
Il vero problema dei Lakers? La difesa
Al di là dell’ultimo possesso, la fotografia più preoccupante riguarda la metà campo difensiva. Se nella parte finale della scorsa stagione la squadra aveva costruito la propria identità proprio sulle rotazioni e sull’intensità, quest’anno i numeri raccontano altro.
I Lakers sono attualmente 24esima squadra NBA per defensive rating, con 116.6 punti concessi su 100 possessi. Un dato che pesa, soprattutto per una contender che ambisce a qualcosa di più di un semplice piazzamento playoff.
Qui emerge il senso delle parole di Redick: non è solo una sconfitta. È la consapevolezza che il progetto tecnico necessita di tempo, aggiustamenti e forse ulteriori interventi di mercato per essere davvero competitivo attorno a Doncic.
Classifica e prospettive
Con questo ko, i Lakers scendono a 34-23. Un record positivo, ma non abbastanza rassicurante considerando le ambizioni della franchigia. La sensazione è che servirà ancora una o due stagioni per massimizzare davvero il contesto costruito attorno a Luka.
La domanda ora è semplice: quanto margine di crescita c’è nel breve periodo? Se la risposta è limitata, allora il “work in progress” rischia di diventare una giustificazione. Se invece il gruppo riuscirà a trovare coesione difensiva, questa sconfitta potrà essere ricordata come uno step necessario nel processo.
Per ora, resta una verità chiara: il talento offensivo non basta.