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Il ritorno di Dejounte Murray cambia tutto: “Pronto per le prossime sfide”

Dopo quasi 13 mesi di stop per la rottura del tendine d’Achille, Dejounte Murray torna in campo e firma 13 punti decisivi nel successo dei Pelicans sui Warriors

Dopo quasi 13 mesi di attesa, sacrifici e riabilitazione, Dejounte Murray è tornato. E lo ha fatto nel modo che preferisce: attaccando il ferro.

Nel successo per 113-109 dei New Orleans Pelicans contro i Golden State Warriors, la guardia ha messo subito la sua firma. Meno di 20 secondi dall’inizio e già un layup in penetrazione, quasi a voler dire che la lunga assenza per la rottura del tendine d’Achille destro appartiene al passato. Il cerchio si è chiuso a 1:04 dalla sirena finale, con un’altra conclusione in avvicinamento che ha regalato ai Pelicans il +5 decisivo.

Il tabellino racconta di 13 punti in 25 minuti, con tre assist, due rimbalzi e una palla rubata, a fronte di cinque palle perse. Ma i numeri, in questo caso, spiegano solo una parte della storia.

Ho passato tanto… tengo il petto in fuori, la testa alta e il sorriso. Sono pronto a vedere dove mi porterà tutto questo

Dejounte Murray

Il ritorno di Dejounte Murray: impatto immediato e leadership

L’allenatore James Borrego ha gestito con cautela il minutaggio, ma ha voluto Murray in campo nei possessi che contano. Una scelta precisa: se rientri, lo fai per incidere.

Sembrava quello di sempre. Non ha perso un colpo. Per essere la prima partita dopo tutto questo tempo, l’ho sentito su entrambi i lati del campo. È stato fantastico

James Borrego

Oltre alle giocate, è emersa la presenza. La voce. L’energia. Zion Williamson, autore di 26 punti, ha sottolineato un aspetto meno visibile ma altrettanto determinante:

Ha un modo di tenere tutti coinvolti, anche quando la frustrazione sale

Zion Williamson

Non è solo una questione tecnica. È una questione di equilibrio emotivo. In una squadra che punta a chiudere al meglio le ultime 23 partite di regular season, Murray vuole essere un riferimento costante.

Al suono della sirena, la scena più significativa: la figlia di Murray corre sul parquet e lo abbraccia. Poco dopo, nello spogliatoio, l’accoglienza dei compagni.

Una celebrazione enorme, per il percorso che ha affrontato e per l’anno che ha vissuto

James Borrego

Murray ha apprezzato, ma guarda già avanti:

È stato bello, ma sono pronto per la prossima partita. Ho fame. Sono affamato

Dejounte Murray

Borrego lo ha voluto in campo nei possessi decisivi. Non per nostalgia, ma per fiducia. E quando un allenatore ti rimette subito lì, significa che ti considera già parte della soluzione.

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