Infortunio Stephen Curry: tempi di recupero più lunghi del previsto
Stephen Curry non è ancora pronto a tornare in campo: il problema al ginocchio destro richiede più tempo del previsto
Non è ancora il momento del ritorno. Stephen Curry ha ammesso che servirà “un po’ più di tempo” prima di rivederlo in campo con i Golden State Warriors. Il problema al ginocchio destro continua a rallentare il recupero, e al momento non c’è una data precisa per il rientro.
I Warriors rivaluteranno Curry tra 10 giorni, il che significa che sarà assente nelle prossime partite contro Clippers, Rockets, Thunder, Jazz e Bulls.
Durante un’intervista in partita con Malika Andrews su ESPN, la stella di Golden State ha spiegato la natura complicata dell’infortunio:
È una situazione strana, difficile da prevedere. Non sai mai esattamente come si evolverà
Stephen Curry
Curry non è ancora tornato al lavoro sul parquet e ha saltato la decima gara consecutiva. La diagnosi è sindrome femoro-rotulea, il cosiddetto “runner’s knee”, che comporta dolore e infiammazione attorno alla rotula. Un fastidio che può sembrare gestibile, ma che diventa insidioso quando si parla di carichi e cambi di direzione ad alta intensità.
Warriors in difficoltà senza Curry
Nella pesante sconfitta per 129-101 contro i Los Angeles Lakers, Golden State ha mostrato ancora una volta tutti i limiti offensivi senza il proprio leader tecnico. Il record ora dice 31-29, ottavo posto a Ovest e prospettiva concreta di passare dal play-in.
Inizialmente lo staff era fiducioso di riaverlo subito dopo l’All-Star break, ma un contrattempo in allenamento ha cambiato i piani. Al rientro alla facility, Curry stesso ha segnalato di non sentirsi pronto per il lavoro “live”. Da lì, lo stop di 10 giorni da qualsiasi attività sul campo.
Sabato è stato visto negli spogliatoi mentre eseguiva squat con carico sul ginocchio destro: segnale che il lavoro di potenziamento procede, ma senza ancora il passaggio alla fase dinamica.
Sarà ancora un po’ più lunga. Qui si tratta di mettere insieme giorni buoni uno dopo l’altro. L’ho fatto. Spero possano liberarmi presto sul campo
Stephen Curry
Una corsa contro il tempo verso i playoff
Dietro le quinte, l’obiettivo è chiaro: tornare per spingere i Warriors verso i playoff. Ma Curry è consapevole dei rischi:
Cerco di restare in forma e rinforzare tutto il resto del corpo. Quando rientri, è uno sprint fino ai playoff. Poi diventa anche una questione di tolleranza al dolore. Ma non vuoi che questa cosa si trascini, perché può peggiorare
Stephen Curry
Un equilibrio delicato tra prudenza e urgenza. Anche perché il contesto non aiuta: Jimmy Butler III ha chiuso la stagione a gennaio per la rottura del legamento crociato anteriore, mentre Kristaps Porzingis, arrivato alla trade deadline, è stato limitato da problemi fisici e ha inciso pochissimo finora.
La vera domanda ora è strategica: ha senso forzare il rientro di Curry in una stagione così complessa?
Da un lato, senza di lui l’attacco perde struttura, spacing e leadership emotiva. Dall’altro, anticipare i tempi con una sindrome femoro-rotulea può trasformare un fastidio cronico in un problema più serio.
Golden State sembra orientata alla cautela. Ma la classifica non aspetta.