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Trae Young e il progetto Wizards: “So cosa serve per arrivare alle Finals”

Minutaggio limitato e ruggine inevitabile, ma Trae Young lascia subito il segno nel suo debutto con i Washington Wizards

Il risultato finale dice 122-112 per gli Utah Jazz, ma a Washington l’attenzione era tutta su un nome: Trae Young. Dopo oltre due mesi lontano dal parquet e a pochi mesi dalla trade che lo ha portato nella capitale, il playmaker ha fatto il suo debutto con i Washington Wizards davanti al pubblico della Capital One Arena, lasciando intravedere subito perché resta uno dei talenti più spettacolari della NBA.

Il minutaggio limitato a 19 minuti e la ruggine accumulata dall’ultima partita giocata il 27 dicembre non gli hanno impedito di regalare alcune giocate che hanno acceso il pubblico.

Un momento da superstar alla Capital One Arena

La giocata simbolo della serata è arrivata a metà partita. Ricevuta palla oltre l’arco, Young ha fatto saltare il difensore con una finta di tiro, ha attaccato il ferro e ha simulato un passaggio dietro la schiena verso l’angolo prima di cambiare mano all’ultimo istante e appoggiare a canestro con un difficile scoop layup.

La Capital One Arena è esplosa.

In quel momento i Wizards erano sotto di 15 punti, ma la reazione del pubblico ha dimostrato quanto entusiasmo ci sia attorno al nuovo playmaker della squadra.

Numeri contenuti, ma segnali incoraggianti

Nel tabellino Trae Young ha chiuso con 12 punti e 6 assist, tirando 1 su 5 da tre punti. Non cifre straordinarie, ma comprensibili considerando l’inattività.

A fine gara lo stesso Young ha ammesso di non essere ancora al massimo.

Credo di aver giocato decentemente. I miei tiri erano in linea con il canestro, ma non avevo ancora le gambe sotto di me

Trae Young

Nonostante questo, il 27enne ha mostrato subito le caratteristiche che lo hanno reso celebre durante le sue sette stagioni con gli Atlanta Hawks: palleggio creativo, visione di gioco e tiri da distanza quasi impossibile.

Per molti versi, a Washington non si vedeva un playmaker così creativo dai primi anni di John Wall.

Più regista che realizzatore

Nel suo debutto Young ha scelto spesso di coinvolgere i compagni invece di cercare subito il tiro.

In una delle azioni più emblematiche, liberato da un blocco di Anthony Gill per un tiro completamente aperto da tre, ha preferito servire Tre Johnson nell’angolo per una conclusione ancora più comoda.

Secondo il lungo Julian Reese, questa è una delle qualità che lo rende speciale:

Trae è un passatore incredibilmente disponibile. È una minaccia come scorer, ma allo stesso tempo cerca sempre i compagni. Non molti playmaker sono così

Julian Reese

La chimica con i nuovi compagni è ancora in costruzione. Alcuni passaggi nei pick and roll – uno dei marchi di fabbrica di Young – non sono stati letti correttamente e un tentativo di assist dietro la schiena per Bilal Coulibaly è finito direttamente nelle prime file.

Young stesso ha sorriso parlando dell’adattamento reciproco:

Sto imparando a conoscere questi ragazzi e loro stanno imparando a conoscere me. Ci saranno momenti in cui penseranno ‘wow’, magari quando sono completamente libero e il pallone arriva quando non se lo aspettano

Trae Young

Wizards, un progetto a lungo termine

Nonostante la settima sconfitta consecutiva dei Wizards – ora 16 vittorie e 46 sconfitte – Young guarda già oltre il risultato immediato.

Il playmaker ha ricordato di essere arrivato molto vicino alle Finals NBA in passato e di sapere cosa serve per competere ad alto livello.

Non ho ancora vinto un titolo né giocato le Finals, ma ci sono arrivato a due partite di distanza. So cosa serve per arrivarci. Qui stiamo lavorando sulle abitudini quotidiane e sul migliorare ogni giorno. È da lì che nasce il successo nel lungo periodo

Trae Young

Il debutto non ha cambiato la stagione dei Wizards.
Ma per una sera Washington ha visto il tipo di talento capace di accendere una franchigia.

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