Il modello Clippers: una Dinasty senza anello
I Clippers sono tra le squadre con più vittorie NBA negli ultimi 15 anni, ma senza un titolo. La loro politica anti-tanking ha garantito continuità, ma non il salto definitivo
In un momento in cui il tema del tanking in NBA è più discusso che mai, i Los Angeles Clippers possono vantare un dato singolare. Dalla stagione 2010-2011 la franchigia non ha mai chiuso una Regular Season con record negativo, mantenendo costantemente un livello competitivo alto.
In questi quindici anni i Clippers sono anche la seconda squadra per vittorie totali in NBA, con 715 successi complessivi. Davanti a loro c’è solo la dinastia dei Golden State Warriors, dominatrice dello stesso periodo.
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Eppure, tra le cinque squadre con più vittorie nello stesso arco temporale, i Clippers restano gli unici senza un titolo NBA. Il miglior risultato è stata la finale di Western Conference del 2020-21, mentre in ben sette occasioni il loro cammino si è fermato già al primo turno dei Playoffs.
La strategia voluta da Steve Ballmer, spesso paragonata a una politica in stile “Galacticos”, ha puntato su roster sempre competitivi sacrificando asset e scelte future. Questo approccio ha garantito continuità di rendimento, ma non ha mai permesso alla franchigia di costruire un vero ciclo vincente dalle fondamenta.
In ottica titolo NBA, l’avversione totale alla ricostruzione non ha prodotto i risultati sperati e rischia di limitare i Clippers anche negli anni a venire. Il caso della franchigia di Los Angeles riflette bene l’equilibrio competitivo della lega: per arrivare al vertice spesso bisogna attraversare fasi di ricostruzione legate al tanking.
Evitare questa strada è possibile, come dimostrano i Clippers degli ultimi quindici anni. Il prezzo, però, può essere quello di una competitività costante senza mai riuscire a raggiungere davvero il titolo NBA.