Stephen Curry allontana il ritiro: buone notizie per i Warriors

Stephen Curry non sembra avere fretta di dire addio alla NBA. La stella dei Golden State Warriors ha spiegato cosa determinerà davvero il momento del ritiro

Stephen Curry nel Season Opener contro i Los Angeles Lakers

Quando si parla di Stephen Curry, il pensiero va immediatamente a una delle figure più influenti nella storia della NBA. Quattro titoli, due premi di MVP e dodici partecipazioni all’All-Star Game raccontano già molto della sua eredità sul parquet.

Eppure, nonostante una bacheca piena e una 17esima stagione NBA ormai in corso, la stella dei Golden State Warriors non sembra affatto pronta a chiudere il capitolo della sua esperienza da giocatore.

Durante una conversazione a The Athletic Show con Marcus Thompson II, Curry ha spiegato con grande chiarezza cosa determinerà davvero il momento del ritiro.

Penso che il primo segnale arrivi dal corpo. Quando sono in campo mi perdo ancora nel divertimento. È ancora il mio posto felice. La competizione, lo stare insieme ai compagni, inseguire qualcosa che conta davvero… sono tutte cose che mi motivano ancora. E non vedo questa sensazione sparire a breve

Stephen Curry

Arrivato a 38 anni, Curry è inevitabilmente in una fase diversa della propria parabola sportiva. Gli anni migliori sono alle spalle, ma la sua produzione offensiva racconta una storia molto diversa rispetto a quella di un giocatore vicino alla fine.

Il nodo della salute: lo stop per il “runner’s knee”

Se il talento non sembra diminuire, qualche interrogativo arriva invece dal punto di vista fisico. Curry è fermo dal 30 gennaio a causa di un infortunio al ginocchio, definito come runner’s knee, e il dolore persistente ha reso più complicato definire i tempi di recupero (stagione finita?).

Lo staff dei Warriors sta valutando con grande attenzione la situazione. L’obiettivo principale è evitare ricadute che possano compromettere il finale di carriera del leader della franchigia.

Per questo motivo non è escluso che la squadra possa anche scegliere una strada prudente, limitando il suo utilizzo per preservarne la condizione nel lungo periodo.

Contratto fino al 2027 e un ultimo grande obiettivo

Al di là delle incognite fisiche, una cosa appare chiara: Stephen Curry non ha ancora intenzione di fermarsi. Il suo contratto con i GSW prevede ancora due anni e circa 120 milioni di dollari, garantendo la sua presenza almeno fino al 2027.

La franchigia continua a costruire attorno a lui, con un obiettivo preciso: provare a conquistare un ultimo titolo NBA prima della fine della sua esperienza.

Per riuscirci, Golden State potrebbe cercare di rafforzare il roster con un’altra stella o un tiratore perimetrale di alto livello, elementi che permetterebbero alla squadra di restare competitiva contro le migliori contender.

Nel frattempo Curry resta concentrato sul presente. Finché il campo continuerà a regalargli quelle sensazioni che lo hanno accompagnato per tutta la sua esperienza nella lega, l’idea del ritiro resterà soltanto un pensiero lontano.

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