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Kevin Durant si prende le colpe: “Ho perso io la partita”

I Lakers vincono con la difesa e mandano fuori ritmo Kevin Durant nel finale. La stella dei Rockets si prende le responsabilità dopo un secondo tempo difficile

La sfida tra Los Angeles Lakers e Houston Rockets aveva il sapore di un’anticipazione postseason. A fare la differenza, però, non è stato l’attacco, ma una difesa che sta cambiando volto alla stagione gialloviola.

Nel 100-92 finale, il protagonista inatteso è stato proprio il sistema difensivo dei Lakers, capace di mandare completamente fuori ritmo Kevin Durant nel momento decisivo.

Kevin Durant ammette: “Ho perso io la partita”

Durant non si è nascosto dopo la gara. Anzi, ha puntato il dito direttamente su sé stesso:

Sento di aver perso io la partita. È semplice. Sono l’attacco e le difese avversarie useranno tutto per non farmi entrare in ritmo

Kevin Durant

Una lettura lucida, ma anche dura. Nel secondo tempo il numero 7 ha segnato appena 2 punti, chiudendo con 7 palle perse, molte delle quali nate dai raddoppi sistematici dei Lakers.

Il problema, secondo Durant, non è solo esecutivo ma strutturale:

Quando porto palla e arriva il raddoppio, tutto diventa lento. Sembra uno contro cinque. Forse devo anche togliermi di mezzo in certe situazioni

Kevin Durant

La scelta dei Lakers: raddoppi mirati e ritmo spezzato

JJ Redick ha cambiato approccio nella ripresa, passando da raddoppi aggressivi a letture più ritardate (“fire” invece di blitz). Il risultato è stato devastante:

  • 12 punti segnati dai Rockets nel quarto periodo
  • 9 palle perse negli ultimi 12 minuti
  • 4/16 al tiro

Una gestione difensiva intelligente, che ha spezzato completamente il flusso offensivo di Houston.

Anche Luka Doncic ha sintetizzato così il momento della squadra:

È questione di sforzo e comunicazione. Le grandi squadre fanno così: non sempre tiri bene, ma puoi vincere lo stesso

Luka Doncic

Nel post partita anche LeBron James ha sottolineato la varietà difensiva:

Contro uno come Durant devi cambiare continuamente. Non puoi fare sempre la stessa difesa

LeBron James

Un’identità difensiva che cambia la stagione

Per buona parte dell’anno, i Lakers sono stati una squadra fragile dietro (20esima per efficienza difensiva). Nelle ultime 10 partite, però, il dato è cambiato drasticamente:

  • 109.3 punti concessi su 100 possessi
  • Top 6 NBA nel periodo
  • 9 vittorie nelle ultime 10 gare

Non è solo un miglioramento statistico: è un cambio di identità.

Redick lo ha detto chiaramente:

Abbiamo vinto tante partite con l’attacco. Ora stiamo dimostrando che possiamo battere squadre forti anche con la difesa

JJ Redick

Il nodo Rockets: troppo Durant-dipendenti?

L’assenza di Alperen Sengun (infortunio alla schiena) ha semplificato il piano partita dei Lakers, ma il problema sembra più profondo.

Quando Durant viene raddoppiato:

  • l’attacco si blocca
  • il ritmo cala
  • le soluzioni alternative scarseggiano

Lo stesso Durant lo ha ammesso senza giri di parole:

Tutto diventa stagnante. Devo trovare modi per liberare me e i miei compagni

Kevin Durant

Qui nasce una domanda chiave: è un problema di sistema o di letture individuali?

Uno scettico direbbe che un attacco costruito su isolamenti e letture tardive è inevitabilmente vulnerabile contro difese organizzate. Un’altra prospettiva, invece, è che serva solo più movimento senza palla e meno centralità nella creazione.

Alla fine, la sensazione è semplice: quando i Lakers difendono così, cambiano proprio faccia. E dall’altra parte Houston deve trovare risposte in fretta, perché nei momenti che contano non può bastare aspettare una giocata di Durant.

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